BiellaPausa Caffè
Non servono le “ronde” se c’è giustizia vera
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Sette auto in sosta (e forse più) nei pressi del Museo del Territorio di Biella danneggiate dai vandali in una sola notte; migranti che si accoltellano nel pieno centro del capoluogo; ragazzini in monopattino che sfuggono all’alt della polizia e si schiantano contro un’auto in sosta; addirittura un tredicenne che rapina gli uffici postali di Vigliano brandendo un revolver, risultato poi un giocattolo, (ma chi lo poteva sapere?); truffatori sempre all’opera ai danni soprattutto delle persone anziane, ma questa volta, fortunatamente, le forze dell’ordine hanno recuperato la refurtiva. Oltre ovviamente ai soliti furti negli appartamenti e nei supermercati ed altri atti vandalici vari (uno di questi ai danni della struttura “belvedere” all’interno del Ricetto di Candelo).
Non è il resoconto di un anno, ma di otto giorni, nel solo Biellese, con l’unico raggio di luce portato da una signora di 72 anni che ha voluto ringraziare i carabinieri della caserma di Biella che hanno recuperato i suoi averi dopo un borseggio, portando loro un vassoio di pasticcini. E fuori dal Biellese, un altro tredicenne si è reso protagonista di un fatto criminoso accoltellando la sua insegnante di francese a Bergamo; in Umbria un diciassettenne è stato arrestato perché progettava una strage a scuola e l’elenco potrebbe proseguire, pur rimanendo nella cronaca degli ultimi giorni.
E tra la gente cresce fortemente un senso di incredulità ed insicurezza. Dopo i fatti avvenuti nel Biellese, molti hanno commentato che mai, da queste parti, si era assistito a così tanti episodi di delinquenza in così breve tempo. A Firenze sono partite le ronde di Futuro Nazionale del generale Vannacci, suscitando l’indignazione del sindaco del capoluogo toscano. Due giorni dopo, in svariati angoli di Torino, ai controlli eseguiti dai carabinieri, si sono affiancati i parà della “Tuscania”. Anche qui c’è chi si è indignato, ma andando a leggere i commenti a seguito della notizia, tanti, tantissimi cittadini hanno invece espresso compiacimento per queste iniziative. Esiste una maggioranza silenziosa crescente ed esasperata, della quale non si può ignorare la presenza. Un tacito coro fatto di tante persone, come nel Biellese perlopiù anziane, che non scenderanno mai in piazza con striscioni e slogan, ma che rappresentano una pentola a pressione sempre più calda.
Un’emergenza sociale che non si può più ignorare e che deve vedere forze dell’ordine e Giustizia agire in assoluta sintonia.
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steap63
9 Aprile 2026 at 22:21
Con la carenza di pattuglie in servizio, le caserme chiuse dalle 16, delle leggi ipergarantiste, con i delinquenti che il giorno dopo sono liberi e altre mancanze del genere ci credo che cresce l’insicurezza dei cittadini. Poi se qualcuno si fa giustizia da solo o si difende apriti cielo….. non siamo più una nazione normale.
Emerson
9 Aprile 2026 at 23:58
basterebbe, faccio un esempio semplice semplice, fare deterrenza, ovvero rendere pubblico, le conseguenze di chi delinque, in qualsiasi modo, e crea un danno al prossimo o non rispetta le semplici regole del rispetto ed educazione……tipo le porcherie umane , che hanno danneggiato delle vetture, regolarmente parcheggiate, una volte prese, renderli invalidi a vita, tipo amputare gli arti inferiori e superiori, e farli vivere su un seggiolone dove possano vivere inermi e pensare a come potevano vivere, se avessero rispettato le regole basilari della convivenza in società con altre persone, senza creare danni o disturbo …..facendo ciò, le persone, penserebbero bene prima di copiere gesti da minorati mentali……..e se non ci pensassero, meno porcherie in giro per le nostre strade……..basta perbenismo……