BiellaPausa Caffè
La festa di Beltane dal parco al tribunale
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Che nel Biellese sia difficile organizzare eventi e manifestazioni, che non siano le sagre (bellissime) della stagione estiva, lo si sapeva da tempo. Musica troppo alta, troppa gente, mancano i parcheggi, poca sorveglianza, si tira troppo per le lunghe e… qui c’è gente che lavora (come se altrove tutti fossero in ozio perpetuo) sono solo alcune delle lamentose esclamazioni. Che però si arrivi alle vie legali tra organizzazione ed amministrazione comunale, a mia memoria, non è mai accaduto.
E’ quanto invece sta succedendo tra gli organizzatori del Beltane Pagan Festival che si è svolto a Masserano lo scorso fine settimana ed il sindaco di quello stesso Comune, apparentemente per grane burocratiche irrisolte, ma io credo per ragioni non dichiarate che vanno oltre a quella motivazione. Voglio essere chiaro: da cattolico quale sono, quel “Pagan” mi sta molto stretto. Ma non così stretto da ripudiare quella manifestazione. Una manifestazione allestita in un sito meraviglioso quale è il parco Arcobaleno, immerso nella natura e che per tre giorni si trasforma in un luogo pieno di bancarelle tematiche, catering, musica (e spesso anche buona musica), conferenze su piante, erbe, storia del celtismo in Italia ed in Europa, rievocazioni che si rifanno alla tradizione celtica, prescindendo dalla dimensione pagana che trova la sua collocazione in ambiti specifici che possono, volendo, essere ignorati. Non a caso questa manifestazione, giunta ormai alla sua 28a edizione, vede ogni anno affluire migliaia di persone da tutto il Biellese, ma anche da tutt’Italia.
Non è mai stata impresa facile l’organizzazione di questo evento perché le norme sulla sicurezza impongono (giustamente) misure importanti e costose. E poi ci sono la preparazione dell’area, l’allestimento degli spazi, le incombenze che riguardano gli impianti per l’erogazione di energia elettrica, gli impianti audio sul palcoscenico, la raccolta dei rifiuti, la posa di bagni chimici. E, alla fine, le verifiche delle commissioni preposte che sono chiamate a dare la loro autorizzazione allo svolgimento del Festival. Sia pure con qualche piccolo inciampo, tutto è andato liscio sino alla 26° edizione. Da un paio di anni in qua però le cose si sono complicate.
Ora, io non conosco le ragioni del sindaco di Masserano né quelle degli organizzatori che hanno condotto il primo cittadino al ricorso alle vie legali. E non è mio compito parteggiare per l’uno e per gli altri. Mi chiedo però cosa sia successo negli ultimi due anni, considerando che nei 26 anni precedenti non c’era mai stato motivo di arrivare a tanto. Mi chiedo se le ragioni del sindaco siano veramente solo di carattere burocratico. Mi domando se dietro al sindaco non vi siano altre figure (pubbliche o private) desiderose di creare intralcio. E aggiungo un dettaglio ufficialmente segnalato dagli organizzatori del Festival: nella sera di sabato scorso, un soggetto con pettorina gialla, spacciandosi per addetto alla sicurezza, pare abbia diffuso la voce secondo la quale il passaggio dei bus navetta dall’area della festa ai parcheggi si sarebbe interrotto alle 22,30, mentre in realtà il servizio è funzionato regolarmente sino alle 2,30. Tutto ciò ha generato confusione e, in alcuni casi, anche panico. Perché? Chi era costui? E, soprattutto, chi lo ha mandato?
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