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Grandi eventi o grandi illusioni

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica curata da Giorgio Pezzana

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Mi piace l’idea dell’assessore al Commercio di Biella, Anna Pisani, che ha annunciato di voler trasformare la centralissima e storica via Italia del capoluogo nella “via del tessile”, coniugando con questa iniziativa la realizzazione di grandi eventi che, secondo le sue intenzioni, dovrebbero ridare vita e vivacità al centro storico di Biella. Non è un’idea nuova quella dell’assessore.

Tra il 2016 ed il 2017 alcuni professionisti riuniti in un gruppo di lavoro denominato “Progetto 015”, tentarono qualcosa di analogo, ma con scarsissimo successo ed altrettanto scarsi riscontri, soprattutto da parte di quelle aziende che dovrebbero rappresentare l’eccellenza del mondo tessile biellese. Fare di via Italia una “via del tessile” significa riunire intorno ad un tavolo gli imprenditori del settore e pianificare con loro il progetto. Impresa titanica, come la storia stessa di questo territorio rivela. Ma, volendo dare credito all’assessore Pisani di capacità persuasive quasi eroiche, rimane la questione del “grandi eventi”.

Il grande evento non è solo quello che sposta migliaia di persone. Il grande evento è soprattutto quello che porta il nome del territorio in un contesto regionale, se non nazionale, a prescindere dal fatto che possa trattarsi di un evento popolare o di un evento di nicchia. E qui nasce il problema. Senza un vero ufficio stampa, capace di dialogare quotidianamente con le maggiori testate nazionali, specializzate o meno (siano esse giornali, radio, tv, piattaforme online…), non si esce dall’ambito territoriale. Ma un vero ufficio stampa ha costi elevati, proporzionati ai riscontri che è in grado di ottenere. E poi, di quali “grandi eventi” stiamo parlando? Musica? Moda? Sport? Letteratura? Finanza?

Ci misuriamo ogni giorno con il rincrescimento nel vedere ancora chiusi il teatro Sociale “Villani” ed il Museo del Territorio (nonostante gli ingannevoli striscioni pubblicitari collocati sotto ai portici di palazzo Oropa, che lasciano immaginare al turista di passaggio un qualcosa che non è accessibile) e pensiamo a “grandi eventi” che hanno costi inarrivabili? “Bolle di malto” è un grande evento, è forse il più grande evento dell’anno, grazie a decine di sponsor che ne sostengono le esigenze economiche e tecniche.

Ma quanti altri eventi di quella portata o anche di portata superiore sarebbero disposti a sostenere gli stessi sponsor nell’arco di un anno? Non appartengo certamente al “partito dei no”, come Salvini definisce coloro che sono contrari a tutto, però credo che prima di iniziare una scalata sarebbe opportuno misurare le proprie forze. Al di là delle pur sempre legittime ambizioni.

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb

    8 Ottobre 2026 at 17:45

    giusto Pezzana a Biella manca la capacità di vedere oltre il proprio naso, siamo in balia di una giunta decadente, spera che portando il mercato in centro porti gente in via Italia. e un illusione crea solo disagio , niente parcheggi niente teatro sociale. niente funicolare, solo strade piene di buche pensi che via ogliaro che va a Savignano è dal raduno degli alpini che non viene curata erbaccia, rami penduli e tutto di più , una città in decadenza. ma chi è quell industriale tessile che investe in via Italia? nessuno

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