BiellaPausa Caffè
Alberi o cinghiali tutto va abbattuto
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Ho la sensazione che in questi ultimi tempi, con una certa disinvoltura, si stia prestando sempre meno attenzione al patrimonio botanico e faunistico che rappresenta un’indiscussa ricchezza per il nostro Paese e per il nostro ambito territoriale.
Nei giorni scorsi, al Senato, è passato uno sciagurato decreto che autorizza la caccia indiscriminata in ogni angolo della penisola ed in ogni periodo dell’anno. Nel mirino dei cacciatori, fauna selvatica di ogni tipo, possibilità di ripristinare le vecchie trappole per uccelli, caccia sulle spiagge e su terreni privati, anche in tempo di nidificazione.
Vale a dire, un ribaltamento di tutte le regole tuttora esistenti (il provvedimento deve ancora passare alla Camera) che odora lontano un miglio di vendetta dei cacciatori per le restrizioni loro imposte negli anni passati e un ingiustificato “premio” alle lobby dei fabbricanti di armi, per altro già ampiamente “premiate” dagli impegni assunti recentemente dal Governo italiano a sostegno della Nato e dell’Ucraina.
Le proteste contro questo decreto si sono levate da ogni dove e sono in corso raccolte di firme per approdare alla richiesta di un referendum contro la caccia indiscriminata che qualche cacciatore un po’ gradasso ha affermato di non temere perché, ha detto l’incauto, “noi siamo un esercito”, dimenticando però che dall’altra parte c’è una nazione.
Non vanno molto meglio le cose a Biella ove la consigliera di opposizione Sara Novaretti, nei giorni scorsi, si è incatenata ad un ciliegio dei giardini Zumaglini per protestare contro il prospettato abbattimento di una cinquantina di alberi (48 sul viale nord dei giardini e sei melograni davanti alla Fons Vitae) per fare posto ad una spianata (quindi ad una colata di cemento) che dovrà ospitare il mercato che l’amministrazione di palazzo Oropa intende ad ogni costo riportare nel centro del capoluogo. Un sacrificio botanico grave senza per altro avere in cambio la certezza che le bancherelle trasferite in quella zona rappresentino un autentico elemento di gradimento per i cittadini di Biella e dintorni.
Vero è che l’amministrazione sostiene che gli alberi sradicati verranno e trasferiti altrove. La consigliera comunale Sara Novaretti, a tal proposito, ha chiesto di essere informata per iscritto su dove le piante saranno ricollocate.
Insomma, né a Roma né a Biella pare che la sensibilità sulle problematiche ambientali sia particolarmente presente. E tutto accade proprio in un periodo in cui il cambio climatico sta consigliando, per voce di molti esperti, l’arricchimento delle aree verdi cittadine per assicurare più zone di refrigerio ed un miglior ricambio dell’aria.
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook
Contenuto sponsorizzato


Bb68
23 Luglio 2026 at 19:04
infatti dovrebbe intervenire tutta la popolazione e occupare l area impedendo di tagliare alberi , ma siamo fuori di testa sempre più degrado una città desolata sporca e desolante una vergogna
Emerson
24 Luglio 2026 at 1:11
lasciate tutto come si trova……non ha senso quello che state facendo…
Ci.Di.
24 Luglio 2026 at 10:05
Buongiorno a tutti,
ma i Carabinieri della Forestale non dicono nulla ?!?!
Dori
25 Luglio 2026 at 8:12
i carabinieri della forestale, anche loro quando si tratta di far smuovere polizia locale o tutta la ciurma comunale, mettono la coda in mezzo alle gambe! l ho appurato io qui a candelo che ho una discarica a cielo aperto sotto al mio terrazzo..