BiellaOpinioni
Sul carcere servono serietà, responsabilità e umanità
Giovanni Bertoglio, presidente dell’associazione “Biella c’è”, interviene sul tema carcere dopo i recenti fatti di cronaca e il suicidio di un ragazzo di 23 anni
Intervento di Giovanni Bertoglio, presidente Associazione Biella c’è. Riceviamo e pubblichiamo.
L’associazione Biella c’è vuole stringersi alla famiglia e agli amici del giovane di 23 anni che nei giorni scorsi si è tolto la vita all’interno della Casa Circondariale di Biella. Di fronte ad una tragedia come questa, prima di ogni considerazione politica, rimane il dolore per una giovane vita spezzata e il dovere del rispetto e del silenzio nei confronti di chi oggi ne piange la scomparsa.
Questa morte, tuttavia, non può essere considerata solo come un fatto isolato. Dall’inizio del 2026 sono almeno 41 le persone che si sono tolte la vita all’interno delle carceri italiane.
Questo dato rappresenta storie di fragilità, solitudine e sofferenza, all’interno di un sistema penitenziario da anni segnato da problemi strutturali come sovraffollamento e carenza di personale. Questo compromette evidentemente la funzione educativa e riabilitativa della
pena sancita dalla nostra Costituzione.
Il carcere è un tema complesso, che non va affrontato attraverso slogan, contrapposizioni politiche o giochi di partito. Richiede invece competenza, continuità e soprattutto serietà. A Biella esistono realtà che da anni lavorano in questa direzione: riteniamo fondamentale il
lavoro svolto dal Tavolo Carcere, dalle associazioni, dai volontari e da tutti coloro che costruiscono un rapporto tra il carcere e la città, creando opportunità di formazione, cultura e reinserimento per le persone detenute.
Allo stesso modo crediamo sia necessario pretendere grande serietà da tutte le figure istituzionali chiamate ad occuparsi della realtà penitenziaria, a partire dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Si tratta di un ruolo delicato e importante, che
non può essere interpretato come un incarico meramente formale: richiede presenza, ascolto e confronto. È su questo terreno concreto che ci auguriamo venga esercitato pienamente il mandato affidato dal Comune.
Un pensiero deve infine andare anche alle donne e agli uomini che lavorano negli istituti penitenziari: dirigenti, agenti di Polizia penitenziaria, personale sanitario, educatori e operatori sono chiamati quotidianamente ad affrontare situazioni talvolta estreme, che richiedono professionalità e grande responsabilità in un contesto difficilissimo.
Non possiamo accettare di ricordarci delle condizioni delle nostre carceri solamente quando avviene una tragedia. Nel suo piccolo anche il Comune di Biella ha strumenti, responsabilità e persone che possono contribuire a migliorare questa realtà.
Chiediamo soltanto che lo faccia con la serietà che quarantuno vite perdute dall’inizio dell’anno impongono a tutti noi.
Giovanni Bertoglio
Presidente Associazione Biella c’è
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