Biella
M come Mussolini, M come Matteotti, M come Moranino
La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere

In questi giorni a Biella è uscita la notizia della richiesta di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini da parte del comitato Matteotti, onorificenza data durante il Ventennio fascista. Ritengo che, se si vuole cancellare del tutto quel periodo storico, bisognerebbe avere il coraggio non solo di togliere l’onorificenza a Mussolini, ma di eliminare anche tutti gli edifici che lo ricordano. Per coerenza. Solo così si potrebbe essere credibili con il progetto del comitato. Ma si sa, le strutture servono e “a caval donato non si guarda in bocca”, pertanto da ottant’anni fa ad oggi non si è toccato nulla, a parte qualche aquila e una manciata di fasci littori.
La richiesta di revoca della cittadinanza ha suscitato, com’era prevedibile, polemiche e divisioni, così com’è accaduto anche in altri Comuni italiani, peraltro di provata fede antifascista, sul presupposto che non ha alcun senso cancellare un fatto storico dopo cent’anni, in un contesto politico e sociale, quello di oggi, che è completamente diverso. Dopo così tanti anni vogliono davvero far credere che occuparsi di questa cosa sia una priorità per i cittadini di Biella? Perché, allora, non l’hanno fatto prima? Non se n’erano accorti? La sinistra biellese, dopo la fine della guerra, ha avuto ottant’anni per revocarla e lo chiede oggi? Le questioni urgenti per la sinistra sono queste? Non hanno richieste più importanti, utili e necessarie che chiedere di revocare la cittadinanza, ripeto, ottant’anni dopo? Se le varie opposizioni non hanno contenuti più rilevanti, allora l’attuale amministrazione può dormire sonni tranquilli. A chi vorrebbe dare a Matteotti la cittadinanza onoraria rispondo che, sicuramente, avrebbe avuto tutte le caratteristiche morali tali per meritarla ma, essendo stato ucciso più di cent’anni fa, c’è un evidente problema tecnico di non poca valenza. In compenso abbiamo un viale dedicato a lui.
Mi domando, invece, se gli stessi membri del comitato abbiano chiesto ai propri genitori o ai loro nonni ancora in vita se si ricordano di quando, nel ‘46, hanno eletto alla Camera dei deputati Moranino da Tollegno detto Gemisto, partigiano comunista assassino, responsabile, tra le altre cose, della strage della missione Strasserra e condannato in contumacia per omicidio plurimo aggravato e continuato e occultamento di cadavere, graziato da Saragat, che tornò in Italia e diventò Senatore, continuando ad avere rapporti con figure che sarebbero poi divenute brigatisti rossi. Ma questa è un’altra storia.
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Ardmando
25 Marzo 2025 at 8:17
M come Ma che palle queste sinistre che sono così disperate da cercare in ogni modo di riscrivere la storia, comportamento dettato da una atavica paura / invidia per il prossimo. La Storia è l’elenco degli eventi che hanno fatto dell’Umanità quello che è, nel bene e nel male. Una cittadinanza onoraria non ha alcun valore, specie se la persona interessata è morta. Lasciamo stare la storia.
Bruno
25 Marzo 2025 at 22:42
come mi piacerebbe essere un uccello per cagare in testa ad armando