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Il Dardo cambia bersaglio: perché lascio La Provincia di Biella (e perché qualcuno resterà deluso)

La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere

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rubrica dellarevere

C’è un momento in cui anche la penna più affilata deve decidere di cambiare calamaio. Per me, quel momento è arrivato oggi.

Con questo pezzo comunico la fine della mia collaborazione con il bisettimanale La Provincia di Biella. Una decisione che arriva al termine di un passaggio diventato, negli ultimi giorni, inevitabile e che segna una svolta netta nel mio percorso.

La ragione è semplice: da poco sono stato indicato come referente del comitato costituente Biella 352 di Futuro Nazionale. Un impegno politico pubblico, esplicito, che segna un confine chiaro e che inevitabilmente cambia il contesto in cui ogni parola viene letta. E quando i confini diventano più importanti delle intenzioni, prendere atto della realtà è l’unica strada possibile.

In questi anni ho scritto con libertà, senza nascondere le mie idee ma senza mai trasformare questa rubrica in una bandiera o in un megafono. Ho provato a raccontare la politica locale per quello che è, con i suoi equilibri, le sue contraddizioni e talvolta le sue piccole ipocrisie. Chi ha letto “Il Dardo” lo sa. Chi oggi finge di scoprirlo, probabilmente aveva già deciso da tempo come interpretarlo.

Avrei potuto continuare, adattare il tono, smussare gli angoli, rendere tutto più neutro e più comodo. Ma non è mai stata la mia impostazione. Preferisco chiudere una porta quando rischio di dover pesare ogni parola non per ciò che significa, ma per chi la pronuncia. E quando la libertà diventa percepita come sospetta, non si è più davvero liberi.

Per questo finisce qui.

Mi mancherà l’appuntamento del sabato mattina, con la sua ritualità e con il confronto che inevitabilmente generava. E senza falsa modestia, credo che “Il Dardo” mancherà anche a qualche lettore in più di quanto qualcuno sia disposto ad ammettere, soprattutto a chi ha sempre cercato uno spazio fuori dagli schemi, capace di disturbare quando necessario e di non allinearsi per convenienza.

A loro va il mio grazie più sincero, perché è stato proprio quel confronto continuo a dare senso a questa esperienza.

Il Dardo, però, non si spezza.

Cambia bersaglio.

Continuerò a scrivere sul web, su www.ildardo.it, dove il confronto sarà diretto, senza mediazioni e senza filtri imposti da contesti che inevitabilmente condizionano la percezione delle parole. Lì porterò avanti lo stesso approccio, diretto, senza giri di parole, senza concessioni, e racconterò anche il percorso politico che ho deciso di intraprendere con Futuro Nazionale, con la stessa trasparenza di sempre.

A chi oggi si aspetta silenzio o ridimensionamento, conviene non affezionarsi troppo all’idea.

A chi mi ha seguito fin qui, invece, dico solo questo: non è un addio, il Dardo continuerà, come sempre, a non mandarle a dire.

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