Idee & Consigli
Un 2025 da record tra crescita del mercato e nuova regolamentazione del gioco online
Il 2025 si è chiuso con un dato che segna uno spartiacque per il gioco online in Italia: il comparto dei casinò digitali ha raggiunto i 3,2 miliardi di euro di ricavi lordi, confermando una crescita a doppia cifra e consolidando il ruolo del Paese come primo mercato europeo per valore complessivo del gioco. Ma dietro il numero c’è molto di più. L’anno appena concluso è stato anche quello di una profonda trasformazione normativa che ha ridisegnato il settore, riducendo drasticamente il numero di operatori autorizzati e imponendo nuovi standard tecnici, economici e di controllo.
Da un lato, quindi, un mercato in espansione. Dall’altro, una riforma che ha cambiato le regole del gioco. Due dinamiche che si intrecciano e che rendono il caso italiano osservato con attenzione anche oltre confine.
Dentro i 3,2 miliardi: come cresce il gioco online nel 2025
I 3,2 miliardi di euro di Gross Gaming Revenue (GGR) registrati nel 2025 rappresentano un incremento del 15,8% rispetto all’anno precedente, quando il settore si era fermato poco sotto i 2,8 miliardi. Un risultato trainato soprattutto dagli ultimi mesi dell’anno: dicembre, tradizionalmente favorevole per il gioco online, ha chiuso con 333,7 milioni di euro, segnando un +18% su base annua.
Il casinò online resta la colonna portante del gioco a distanza in Italia. A fronte di ricavi che superano nettamente quelli delle scommesse sportive online, ferme a circa 1,7 miliardi di euro, e del poker, che sull’intero anno ha generato poco meno di 190 milioni, emerge con chiarezza la preferenza degli utenti per questo tipo di intrattenimento. Una scelta che riflette abitudini ormai consolidate nella quotidianità digitale: i siti di casinò online vengono utilizzati in sessioni brevi, spesso da smartphone, con interfacce pensate per un accesso rapido, inserendosi negli stessi spazi di consumo di altri contenuti digitali, dalle piattaforme video alle app di intrattenimento.
All’interno del segmento casinò, le slot digitali continuano a rappresentare circa il 65% della spesa complessiva. Solo a dicembre le slot hanno superato i 215 milioni di euro di GGR. Alcuni titoli restano punti di riferimento da anni: Book of Ra di Novomatic mantiene una popolarità trasversale, seguito da Book of Dead di Play’n GO e Shining Crown di Amusnet. Un esempio di come, anche in un settore tecnologicamente avanzato, la familiarità del prodotto continui a giocare un ruolo decisivo.
Un gettito fiscale che pesa nei conti pubblici
La crescita del gioco online ha un riflesso diretto sulle entrate dello Stato. Nei primi quattro mesi del 2025, il gettito complessivo legato al gioco ha raggiunto 2,3 miliardi di euro, con le macchine da intrattenimento a fare la parte del leone grazie al prelievo erariale unico (Preu), che da solo ha generato circa 1,8 miliardi.
Nel dettaglio, i giochi di abilità e le scommesse hanno registrato un aumento del 40% su base annua, arrivando a 191 milioni, mentre gratta e vinci e lotterie istantanee hanno contribuito per 594 milioni.
Per il gioco online, il sistema fiscale italiano prevede un’aliquota del 25,5% sul GGR dei casinò, del 24,5% sulle scommesse sportive e una tassazione agevolata del 20,5% per l’ippica, ridotta negli ultimi anni per sostenere un comparto in difficoltà. Applicando queste percentuali, i soli casinò online hanno generato oltre 800 milioni di euro di imposte dirette nel 2025.
Secondo le stime, l’intero mercato del gioco online potrebbe aver raggiunto quota 6 miliardi di euro, producendo circa 1,5 miliardi di entrate fiscali.
La svolta di novembre: meno operatori, regole più rigide
Se il 2025 è stato l’anno dei record economici, è stato anche quello della grande riforma delle concessioni online. Tutte le licenze esistenti sono scadute il 31 dicembre 2024, ma la Legge di Bilancio ha concesso una proroga di dodici mesi per consentire all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di lanciare una nuova gara.
La scelta è stata netta: ridurre drasticamente il numero di licenze, fissandolo a 50. Alla fine, sono stati autorizzati 52 domini, riconducibili a 46 operatori, ciascuno con una concessione della durata di nove anni ed un costo di 7 milioni di euro. Una cifra molto più alta rispetto alle precedenti tornate.
I requisiti di accesso hanno escluso molti soggetti: fatturato minimo di 3 milioni negli ultimi due anni, garanzie bancarie consistenti, infrastrutture tecnologiche certificate, protocolli antiriciclaggio avanzati e sistemi stringenti di tutela del giocatore.
L’operazione ha fruttato allo Stato 364 milioni di euro, superando le stime iniziali del Ministero dell’Economia. Tra gli operatori che hanno ottenuto la licenza figurano nomi noti come Bet365, Betfair, William Hill, LeoVegas, accanto ai grandi gruppi italiani Sisal, Snaitech e Lottomatica. Altri marchi storici, come Betway e Unibet, hanno invece deciso di uscire dal mercato italiano.
Il nuovo sistema è entrato in funzione il 14 novembre 2025, con qualche ora di ritardo per aggiustamenti tecnici. In pochi giorni, centinaia di siti sono stati disattivati e gli utenti migrati sulle nuove piattaforme autorizzate. Una transizione complessa che ha inciso, ad esempio, sulle scommesse sportive di dicembre, in calo rispetto all’anno precedente, mentre il casinò ha continuato a crescere.
Un mercato sempre più concentrato
La riforma ha accelerato un processo già in atto: la concentrazione del mercato. Già nel 2024, prima del nuovo bando, Lottomatica controllava circa il 31% del GGR online, seguita da Sisal con il 12% ed Eurobet con l’8%.
Secondo diversi analisti, il numero di gruppi realmente attivi potrebbe scendere a 30–35 entro fine 2026, con quattro o cinque grandi operatori destinati a controllare oltre la metà del mercato. Il costo elevato della licenza rappresenta una barriera d’ingresso significativa, che favorisce chi dispone di capitali, infrastrutture e una base utenti già consolidata.
Un esempio emblematico è l’acquisizione di Snaitech da parte di Flutter Entertainment, completata nel 2024 per 2,3 miliardi di euro. Flutter controlla già Sisal e rafforza così la propria posizione in Italia. Insieme a gruppi come Entain, Bet365 e Lottomatica, è destinata a dominare il settore nei prossimi anni.
Perché l’Italia guida l’Europa del gioco
Con oltre 21 miliardi di euro di ricavi complessivi, tra online e retail, l’Italia ha superato il Regno Unito come primo mercato europeo del gioco. Un risultato favorito anche dalle difficoltà britanniche, dove limiti più stringenti su puntate e pubblicità hanno rallentato la crescita.
In Italia il gioco è parte della cultura popolare da decenni, dalle lotterie statali ai casinò storici di Venezia e Sanremo. Oggi il mercato conta su 60 milioni di abitanti, un tasso di penetrazione elevato e una forte adozione del mobile: la grande maggioranza dei siti supporta pagamenti istantanei e portafogli digitali.
Resta aperta la sfida del mercato illegale, stimato intorno ai 25 miliardi di euro annui, nonostante il blocco di migliaia di siti non autorizzati. L’obiettivo dichiarato è far emergere quasi tutta la domanda verso canali regolamentati.
Tecnologia, controllo e nuove abitudini
Il gioco online del 2025 è molto diverso da quello di dieci anni fa. Le piattaforme sono più veloci, curate dal punto di vista grafico e pensate soprattutto per l’uso mobile. I giochi live con croupier reali, accessibili in streaming, sono sempre più diffusi e avvicinano l’esperienza digitale a quella dei casinò tradizionali.
L’innovazione tecnologica riguarda anche il fronte dei controlli. L’Italia dispone di strumenti avanzati per la tutela degli utenti come il registro unico di autoesclusione, i limiti di deposito e sistemi di verifica dell’identità, affiancati da modalità di pagamento sempre più rapide e integrate.
La crescita del gioco online, però, non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un più ampio processo di trasformazione digitale che coinvolge diversi settori dell’economia, anche a livello locale. Al Biella Digital Summit si è discusso di intelligenza artificiale e opportunità per le imprese del territorio, evidenziando come la tecnologia stia assumendo un ruolo sempre più strategico nel tessuto economico della provincia. Un contesto che aiuta a leggere l’evoluzione del gioco online come parte di cambiamenti più ampi nel modo in cui servizi e contenuti digitali vengono progettati e utilizzati.
Ombre e interrogativi aperti
Non mancano, tuttavia, le criticità. L’espansione del gioco online solleva interrogativi sul rischio di dipendenza, soprattutto tra le fasce più giovani. Il Decreto Dignità (in vigore dal 2019) vieta la pubblicità del gioco ma il dibattito su una possibile revisione resta aperto.
C’è poi il tema della concorrenza: meno operatori significa maggiore controllo, ma anche meno alternative per il consumatore. E l’uscita di alcuni marchi storici pone la domanda se il nuovo sistema sia davvero accessibile a tutti gli operatori “virtuosi”.
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook
Contenuto sponsorizzato
