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Come Esselunga ha cambiato il mercato dei supermercati in Italia

Dal primo punto vendita del 1957 al primato di redditività del settore: ripercorri come Esselunga ha rivoluzionato il modo di fare la spesa in Italia.

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Vigneto
Vigneto (© Depositphotos)

Oggi entrare in un supermercato, riempire il carrello e pagare alla cassa sembra la cosa più normale del mondo. Eppure, fino a metà degli anni Cinquanta, in Italia tutto questo non esisteva. A introdurre un modo nuovo di fare la spesa fu Esselunga, che il 27 novembre 1957 aprì a Milano il primo supermercato del Paese. Da quel giorno il commercio alimentare italiano non è più stato lo stesso, trasformato da una catena che ha fatto dell’innovazione la propria firma. Ripercorrere la sua storia significa capire come sono cambiate le abitudini di milioni di famiglie e perché, a quasi settant’anni di distanza, questo marchio resti un riferimento del settore.

L’intuizione che ha aperto una strada

Tutto cominciò in un’officina dismessa di viale Regina Giovanna, a Milano. Lì, su circa cinquecento metri quadrati, aprì il primo punto vendita di Supermarkets Italiani, la società fondata anche grazie al capitale dell’americano Nelson Rockefeller. L’idea, importata dagli Stati Uniti, era rivoluzionaria per l’Italia del tempo: scaffali aperti, self-service e prodotti diversi sotto lo stesso tetto, con i clienti liberi di muoversi tra le corsie. In un Paese dove la spesa si faceva ancora al banco delle piccole botteghe, poter scegliere da soli la merce fu un cambiamento radicale. Nel 1961 Bernardo Caprotti rilevò la quota del socio americano, assumendo il controllo di un progetto destinato a crescere enormemente.

Le innovazioni che hanno fatto scuola

Il vero merito di Esselunga non fu soltanto arrivare per prima sul mercato, ma continuare a innovare con costanza quando gli altri si limitavano a seguire. Nel corso dei decenni l’azienda introdusse una lunga serie di novità che, una dopo l’altra, ridefinirono gli standard dell’intero settore della distribuzione alimentare.

  • La produzione interna di pasta fresca, gelati e caffè, avviata già nel 1959.
  • La linea a marchio proprio, che offriva qualità a prezzi più contenuti.
  • La carta fedeltà Fìdaty, tra le prime in Italia, lanciata negli anni Novanta.
  • L’introduzione del biologico con una linea dedicata, alla fine del decennio.
  • Il servizio di spesa online, attivato già nel 2001, in largo anticipo sui concorrenti.

Messe una in fila all’altra, queste tappe raccontano un’azienda costantemente proiettata in avanti e mai paga dei risultati raggiunti. Mentre il resto del mercato si adeguava con lentezza, Esselunga anticipava i tempi, conquistando una solida reputazione di qualità e modernità che col tempo è diventata parte stessa della sua identità.

Il primato della redditività

C’è un dato che riassume meglio di altri il successo di questo modello. Già negli anni Novanta Esselunga registrava le vendite per metro quadrato più alte dell’intero mercato italiano, un primato che racconta l’efficienza del suo sistema. Non si trattava di avere più negozi della concorrenza, ma di farli rendere di più, grazie a una selezione accurata dei prodotti e a una gestione attenta degli spazi. È lo stesso principio che vale anche nei servizi digitali. Un catalogo ricco ma ben organizzato, come l’insieme dei titoli raccolti su slotoro.bet/it-it/allgames o su un’altra raccolta di giochi online, vale sempre più di un accumulo disordinato. Questa capacità di unire qualità ed efficienza resta uno dei tratti distintivi dell’azienda ancora oggi.

Numeri da grande gruppo

I numeri attuali confermano con forza la portata di quel progetto ambizioso, nato quasi settant’anni fa in una piccola officina milanese e cresciuto fino a diventare un colosso. La tabella qui sotto raccoglie alcuni dati essenziali che fotografano bene le dimensioni raggiunte oggi dal gruppo.

Indicatore Valore
Fatturato annuo Circa 8,8 miliardi di euro
Dipendenti Oltre 25.000
Quota di mercato nazionale Intorno all’8%
Anno di fondazione 1957

Letta nel suo insieme, la tabella mostra un’azienda che, pur restando concentrata soprattutto nel Centro-Nord del Paese, esercita un peso davvero enorme sul mercato nazionale. La sua forza non sta nella diffusione capillare su tutto il territorio, come avviene per altri marchi, ma nell’elevata redditività dei singoli punti vendita, che la rendono l’operatore più profittevole dell’intero settore.

La forza di un assortimento curato

Una delle ragioni del successo di Esselunga è sempre stata la cura dell’offerta. Un assortimento ampio ma selezionato, capace di guidare il cliente senza disorientarlo, vale molto più di uno smisurato accumulo di prodotti messi a caso sugli scaffali. La catena ha costruito la sua reputazione proprio su questo equilibrio tra varietà e ordine, offrendo molto senza mai disorientare chi entra. In un mercato dove la concorrenza punta spesso sulla quantità, Esselunga ha dimostrato che il valore nasce dalla qualità della scelta offerta, non dal semplice numero di referenze a scaffale.

Un modello che resiste al tempo

La storia di Esselunga è quella di un’azienda che ha saputo cambiare le regole e poi difendere il proprio primato per decenni. Dal primo carrello del 1957 fino al riconoscimento come marchio storico d’Italia, il percorso racconta una capacità rara di innovare senza perdere identità. Il mercato dei supermercati italiani non sarebbe quello che è senza l’impronta di questa catena, che ha insegnato a un intero Paese un nuovo modo di fare la spesa. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a rinnovarsi, ma la lezione di fondo resta valida: chi anticipa il cambiamento, ne guida la direzione.

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