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Si perde nei boschi, “fungiat” ritrovato con il drone

Il suo telefono era fuori copertura

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Si perde nei boschi, “fungiat” ritrovato con il drone

Si perde nei boschi, “fungiat” ritrovato con il drone.

Si perde nei boschi, “fungiat” ritrovato con il drone

Un cercatore di funghi disperso nei boschi di Rassa è stato ritrovato nel pomeriggio di ieri, martedì 1 settembre, in buone condizioni ma disorientato. L’allarme è scattato intorno alle 15, quando i carabinieri di Borgosesia hanno attivato le operazioni di ricerca dopo la segnalazione della scomparsa dell’uomo.

Come riporta Notizia Oggi, i primi accertamenti sulla rete telefonica non hanno consentito di individuare immediatamente il disperso: il suo cellulare risultava infatti fuori copertura. Raggiunto il punto di coordinamento, i militari hanno quindi deciso di utilizzare una tecnologia in grado di intercettare e localizzare il dispositivo.

Il cellulare individuato dal cielo

Per le ricerche è entrato in azione un drone Matrice 400 equipaggiato con sistema Imsi Catcher. Dopo avere inserito i dati identificativi del telefono e configurato frequenze e canali utilizzati nella zona, il velivolo si è alzato in volo sopra l’area interessata dalla scomparsa.

Il primo aggancio ha consentito di circoscrivere la posizione entro un raggio di oltre 300 metri. Una pattuglia si è subito diretta a piedi verso la zona indicata, mentre il drone ha continuato i sorvoli. Le successive rilevazioni hanno permesso di ridurre progressivamente la distanza fino a una precisione di circa 20 metri.

Ritrovato in buona salute

Ricevute le nuove coordinate, la squadra impegnata sul terreno ha raggiunto il punto segnalato dalla strumentazione e ha trovato il cercatore di funghi. L’uomo stava bene, ma aveva perso l’orientamento e non riusciva più a trovare autonomamente la strada del ritorno.

Intorno alle 16.30 è stato accompagnato a piedi lungo il sentiero fino al punto di sicurezza dove erano coordinate le ricerche. Terminato l’intervento, ha potuto fare rientro autonomamente insieme all’amico che aveva dato l’allarme.
Foto d’archivio

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