Fuori provincia
Intervento miracoloso salva mamma e bimbo alla 35esima settimana
L’impresa è stata compiuta da un’equipe piemontese congiunta e di altissimo profilo
Intervento miracoloso salva mamma e bimbo alla 35esima settimana.
Intervento miracoloso salva mamma e bimbo alla 35esima settimana
A Torino un’équipe congiunta degli ospedali Ospedale Sant’Anna e Ospedale Molinette ha salvato una mamma di 38 anni e il suo bambino, nato alla 35ma settimana di gestazione. Un intervento complesso e altamente specialistico che ha trasformato una situazione potenzialmente drammatica in una storia a lieto fine.
Il piccolo è venuto al mondo con un peso di 2.760 grammi. Cinque giorni dopo, insieme alla madre, ha lasciato l’ospedale in buone condizioni. Un epilogo tutt’altro che scontato, reso possibile solo grazie a una straordinaria sinergia tra professionisti di altissimo livello, capaci di coordinarsi con precisione millimetrica in ogni fase del percorso.
La diagnosi: una delle condizioni più pericolose in ostetricia
La mamma era alla terza gravidanza, dopo due precedenti parti cesarei. Un elemento che già rappresentava un fattore di rischio. Gli specialisti del centro di ecografia del Sant’Anna hanno individuato una placenta previa centrale con sospetto accretismo: la placenta si era impiantata in posizione anomala e mostrava segni di adesione profonda alla parete uterina.
A 28 settimane la situazione si è aggravata: la diagnosi è diventata placenta percreta, una forma rara e gravissima in cui il tessuto placentare invade in profondità gli organi circostanti. In questi casi il pericolo principale è rappresentato da emorragie massicce e incontrollabili, che possono mettere a rischio la vita della madre e del bambino.
Il piano: cesareo e isterectomia in un’unica, delicatissima operazione
La paziente è stata presa in carico dall’ostetricia e ginecologia . La risonanza magnetica ha confermato l’estensione del percretismo fino alla cupola vescicale e al parametrio sinistro, rendendo necessario un intervento programmato alla 35ma settimana: parto cesareo seguito da isterectomia. Lo riporta Notizia Oggi
A complicare ulteriormente il quadro, le aderenze dovute ai precedenti interventi chirurgici, soprattutto a livello della vescica. Ma dopo la nascita del bimbo, il gonfiaggio controllato dei dispositivi ha ridotto drasticamente l’afflusso di sangue all’utero, permettendo ai chirurghi di operare in maggiore sicurezza e limitando le perdite ematiche, in gran parte recuperate e reinfuse.
Immagine di repertorio
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