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Odissea, i biellesi che nei ’70 aprivano i concerti dei Genesis

Era l'inizio degli anni ’70 quando suonava una band biellese conosciuta con il nome di “Pow-Pow”. Nel 1972 il gruppo decide per il nome Odissea completando ufficialmente così la propria formazione: Roberto Zola (voce, chitarre), Luigi “Jimmy” Ferrari (chitarra), Ennio Cinguino (piano, organo, mellotron), Alfredo Garone (basso), Paolo Cerlati (batteria).

Era l’inizio degli anni ’70 quando suonava una band biellese conosciuta con il nome di “Pow-Pow”. Nel 1972 il gruppo decide per il nome Odissea completando ufficialmente così la propria formazione: Roberto Zola (voce, chitarre), Luigi “Jimmy” Ferrari (chitarra), Ennio Cinguino (piano, organo, mellotron), Alfredo Garone (basso), Paolo Cerlati (batteria).

Era l’inizio degli anni ’70 quando suonava una band biellese conosciuta con il nome di “Pow-Pow”. Nel 1972 il gruppo decide per il nome Odissea completando ufficialmente così la propria formazione: Roberto Zola (voce, chitarre), Luigi “Jimmy” Ferrari (chitarra), Ennio Cinguino (piano, organo, mellotron), Alfredo Garone (basso), Paolo Cerlati (batteria). Gli Odissea suonano un particolare genere di rock catalogabile come “progressive-melodico”, una corrente che proprio in quel momento vede il suo momento più popolare in Italia. La band entra subito nel giro importante, tanto che proprio nel 1972 aprirà tutte le date italiane dei concerti dei Genesis. Poco dopo seguirà in tour il Banco del Mutuo Soccorso. Nello stesso periodo, partecipa al Festival d’Avanguardia di Mestre e alla nona Mostra di Musica Leggera a Venezia.

Questa notorietà non passa inosservata all’attenzione dell’etichetta milanese Ri-Fi (gìà label dei Circus 2000 e dei Giganti), la quale propone loro la realizzazione di un album. Nel maggio del 1973 esce il frutto del loro lavoro, che porterà come titolo il nome stesso della band: Odissea. Prodotto da Sandro Colombini (futuro collaboratore di Antonello Venditti) e dotato di un’accattivante veste grafica di Mario Convertino, l’ellepì si presenta in copertina laminata apribile e busta interna corredata di testi: tutti dettagli sintomatici di una produzione curata e professionale.

Anche la qualità acustica e il mixaggio sono perfetti: cose che se oggi sono date per scontate, grazie alle nuove tecnologie che facilitano tutto il processo di realizzazione, all’epoca non lo erano affatto!

L’album (che sarà ristampato nel 2013 dalla Vinyl Magic) ottiene un discreto successo.

Nel 1974, però, Zola lascia la band per impegnarsi in una carriera da solista. La Ri-Fi infatti, che aveva appena perso il contratto con Fausto Leali, aveva visto in Zola la giusta figura per sostituirlo. Proposero a Zola di intraprendere, almeno inizialmente, la strada della musica leggera, accantonando le proprie composizioni rock-blues. Il progetto non andò in porto. La band intanto, per un periodo fa da spalla al cantante Michele (con cui aveva già collaborato nel 1971) e prende anche parte ad un tour negli USA con La Famiglia degli Ortega. Con la dipartita di Zola il gruppo perde una parte del suo fascino e questo non solo perché il cantante è inevitabilmente il punto d’appoggio dell’intera band, ma la sua presenza sembra anche fornisse uno stimolo compositivo importante.

Nel 1976 entrano nella band Elio Vergnaghi (voce) e Aldo Ambrosi (chitarra) e gli Odissea arrivano a suonare anche in Svizzera. Nel 1977 Cerlati abbandona il gruppo e gli altri elementi tornano a suonare con Michele per molti anni.

Oggi Cinguino e Garone suonano ancora nel giro dei piano-bar. Zola, rifiutato il compromesso con la RI-Fi, si è dedicato per anni alla sua altra passione: i cavalli. Conseguita la patente di istruttore Fise, ha gestito per diversi anni un maneggio situato nel bosco della Bessa, dove vive tutt’ora: un salottino immerso nel verde, comprensivo di chitarre, dove di tanto in tanto si organizzano jam session intime ma di alto livello.

Maria Carola Saccoletto

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