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Sindaca sullo scuolabus: «Basta caos e insulti, le regole vanno rispettate»
L’iniziativa di Katia Giordani, del comune di Quaregna Cerreto, dopo episodi di bullismo e frasi omofobe e razziste
Sindaca sullo scuolabus: «Basta caos e insulti, le regole vanno rispettate».
Sindaca sullo scuolabus: «Basta caos e insulti, le regole vanno rispettate»
Pallonate addosso ai compagni, dispetti, insulti omofobi e offese razziste. Sullo scuolabus di Quaregna Cerreto la situazione era arrivata al punto da costringere l’autista a fermare la corsa perché non riusciva più a proseguire in sicurezza. Per affrontare il problema, la sindaca Katia Giordani ha deciso di scendere in campo in prima persona, salendo sul mezzo per seguire i ragazzi durante il tragitto e riportare ordine.
Una scelta che, almeno nei primi giorni, ha dato risultati positivi. L’amministrazione ha riorganizzato le modalità di salita e i posti a sedere, coinvolgendo anche le famiglie. E la prima risposta, racconta la sindaca, è stata incoraggiante: viaggi tranquilli, ragazzi collaborativi e nessun nuovo problema.
«La settimana scorsa l’autista ha fermato la corsa perché non poteva andare avanti – racconta la prima cittadina -. C’erano stati caos ed episodi sgradevoli. Ho deciso di intervenire e affrontare direttamente la situazione, senza aspettare che degenerasse ulteriormente».
Il primo passo è stato mettere ordine nella disposizione dei passeggeri. Insieme all’autista Luca, che è anche responsabile della polizia municipale, la sindaca ha introdotto una regola semplice: chi sale per primo si siede in fondo, mentre chi sale alle fermate successive occupa progressivamente i posti più avanti.
«Ho detto loro che bisogna comportarsi come su un aereo, con i posti assegnati – continua Giordani -. In questo modo sono entrati tutti: venti ragazzi, gli zaini e addirittura una pianola, sistemata in sicurezza tra i sedili posteriori e il portellone. Tutto ha funzionato alla perfezione e i ragazzi sono stati collaborativi».
La sindaca ha seguito il servizio di assistenza anche nei giorni successivi, verificando che le nuove disposizioni venissero rispettate: «Non abbiamo avuto nessun problema: tutti seduti bene, tutti a posto. Si può riuscire e ci si riesce, basta poco, ma bisogna avere buona volontà».
Ora toccherà ai ragazzi dimostrare di aver compreso le regole e di saperle rispettare autonomamente.
Accanto all’organizzazione del viaggio, c’è però una questione più delicata: i comportamenti aggressivi o offensivi e il linguaggio utilizzato tra i ragazzi. Per questo la sindaca ha incontrato i genitori di alcuni dei giovani passeggeri, con l’obiettivo di individuare insieme una soluzione ed evitare, se possibile, di arrivare all’esclusione di qualcuno dal servizio.
«Ho trovato la massima collaborazione – sottolinea -. I genitori si sono dimostrati estremamente sensibili al problema».
Dai confronti sarebbe emerso un meccanismo in cui alcuni dei ragazzi più grandi provocano, altri rispondono e la situazione finisce per alimentarsi, fino a sfociare in insulti e parole pesanti.
L’accordo raggiunto prevede che, quando si verificano episodi problematici, i ragazzi avvisino subito l’autista oppure si rivolgano direttamente alla sindaca, senza che nessuno si faccia giustizia da solo.
«C’era qualche ragazzo più turbolento e facendo finta di niente sicuramente non li avremmo aiutati – spiega ancora -. Non sono più alle elementari e devono prendere coscienza. Certe offese non sono esuberanza o goliardia e certi comportamenti non vanno giustificati, ma gestiti in collaborazione con i genitori, proprio per evitare che possano degenerare nel tempo».
In questi giorni l’attenzione di Giordani non si è limitata alla disciplina a bordo. Durante una delle mattinate si è fermata a parlare con alcune ragazze. Da un episodio apparentemente banale è nata una conversazione più ampia, dedicata al bullismo e al rispetto personale: «Mi raccontavano le loro esperienze, spiegando che il bullismo può toccare anche loro e che può succedere, per esempio, che qualcuno le fotografi e pubblichi le immagini sui social senza il loro consenso».
La sindaca le ha invitate a chiedere aiuto qualora dovessero trovarsi in situazioni simili, ricordando l’importanza di rivolgersi alle forze dell’ordine quando necessario e di pretendere che vengano rimossi contenuti pubblicati senza consenso: «Ho detto loro che oggi come domani un loro no vuol dire sempre no». Le ragazze hanno manifestato il desiderio di tornare a trovarla per fare due chiacchiere: «Io non sono solo la sindaca, sono più un’amica. Forse sono un po’ severa e rompiscatole, ma è necessario per il loro bene e la loro sicurezza. Il fatto che abbiano fiducia e voglia di parlare per me è molto importante, è una delle soddisfazioni più belle dell’essere sindaco».
Immagine di repertorio
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