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Sei auto bruciate in un mese, l’ultimo caso in via Marconi – FOTO

L’ombra dei piromani si allunga sulla città. Gli autori potrebbero essere diversi

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Sei auto bruciate in un mese, l’ultimo caso in via Marconi

Sei auto bruciate in un mese, l’ultimo caso in via Marconi.

Sei auto bruciate in un mese, l’ultimo caso in via Marconi

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Citando la celebre massima di Agata Christie, non sembrano rimanere molti dubbi sul fatto che un piromane – ma probabilmente più di uno – si stia aggirando per le vie di Biella.
Nella notte tra giovedì e venerdì un’altra auto è stata distrutta dalle fiamme in città. È successo in via Marconi ed è l’ennesimo caso dall’inizio dell’anno. Solo negli ultimi venti giorni sono bruciate almeno quattro auto, sei dall’inizio dell’anno. Le prime due a Chiavazza nei primi giorni del 2026, altre due in via Losana il 18 gennaio, poi un’altra ancora in vicolo Galeazzo, una settimana più tardi. Adesso questa. Almeno gli ultimi due episodi potrebbero essere correlati tra loro, ma probabilmente non legati agli altri. Anche se al momento si tratta solo di ipotesi.
Le indagini della Squadra mobile su vicolo Galeazzo – sempre la Mobile aveva già indagato su via Losana, individuando il presunto responsabile in meno di 24 ore – stanno procedendo a ritmo serrato, ma dalla questura non arrivano comunicazioni in merito, proprio per non rischiare di comprometterne il buon esito. Bocche cucite. Una conferma indiretta che si tratta di di indagini approfondite e complesse. La sensazione è che si possa essere in presenza di più d’un piromane. Non si può nemmeno escludere che ci sia un “emulatore”, anche perché il modus operandi non sarebbe stato sempre lo stesso. Per il momento, però, nessuna certezza, i condizionali sono quindi d’obbligo.
In tutti i casi, a prescindere dal fatto che la mano sia la stessa o meno, sembra trattarsi di azioni dolose.

L’ultimo incendio: via Marconi

A prendere fuoco questa volta è stata la Citroen C1 di proprietà di una donna. Giovedì sera era parcheggiata in via Marconi, nei pressi dell’incrocio con via Ravetti, quando intorno alle 22 si è sviluppato l’incendio. Sul posto sono rapidamente intervenuti i pompieri e i carabinieri. Una volta spento il rogo, sono entrati in azione gli specialisti dei vigili del fuoco del Nucleo Investigativo Antincendi, che hanno avviato i primi accertamenti tecnici. Nel frattempo sono partite anche le indagini dei dei militari dell’Arma per fare piena luce su cause e dinamica. Al momento non ci sono ancora conferme ufficiali sull’origine dolosa, ma tutto sembrerebbe portare i sospetti ancora una volta in quella direzione.

Dati alle fiamme anche sacchi della spazzatura e un cestino

La notte tra giovedì e venerdì ha poi riservato un’altra “sorpresa” ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine. Intorno alle 3, infatti, è scattato di nuovo l’allarme per un secondo incendio, sempre in via Marconi, ma nei pressi di via Italia, dove i pompieri hanno trovato un cumulo di immondizia e cartoni che bruciavano. Non molto distante, infine, all’ingresso della galleria Da Vinci, sempre nella stessa notte, il fuoco ha semidistrutto anche un cestino della spazzatura. Non è chiaro se sia stato l’effetto di un petardo esploso all’interno o se si sia trattato di un ulteriore rogo volontario.
Improbabile che tutti questi incendi siano effettivamente collegati tra loro o opera delle stesse persone, ma sicuramente la frequenza e la concentrazione nelle stesse zone e negli stessi giorni fa sorgere più d’un sospetto. Vicolo Galeazzo, ad esempio, dista solo poche centinaia di metri dall’incrocio tra via Marconi e via Ravetti. E intanto l’ allarme cresce. C’è già qualcuno dei residenti che, nel dubbio, sta evitando di parcheggiare la propria auto nella zona.

 

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