CronacaValli Mosso e Sessera
“Pensavamo di averti battuto e invece… Tu non molli, ma neanche noi molliamo”
Dopo nove giorni di incendio, sembrava finalmente possibile tirare un sospiro di sollievo. Poi, nel primo pomeriggio di ieri, il fumo è tornato a salire dal Monte Barone. Lo sconforto, la determinazione e la testimonianza di Andrea Landoni, volontario Aib: «Hai deciso di ripartire più incazzato di prima, ma noi non molliamo»
Per un attimo avevano pensato di avercela fatta. Dopo nove giorni di lavoro senza sosta, di fiamme combattute metro dopo metro, di notti trascorse sul fronte dell’incendio e di ore passate a rifornire gli elicotteri, la sensazione ieri mattina era quella di essere finalmente riusciti a piegare il rogo del Monte Barone. Una sensazione purtroppo durata poco.
Ieri pomeriggio, tra le 14.30 e le 15, il fumo è tornato a salire dalla montagna. Un’altra ripartenza, improvvisa e inattesa, che ha spento in pochi istanti l’ottimismo dei volontari impegnati nelle operazioni.
A raccontare quei momenti è stato Andrea Landoni, volontario Aib della squadra di Tavigliano, in un post pubblicato nella tarda serata di ieri su Facebook. Parole che restituiscono bene la stanchezza, la frustrazione, ma anche la determinazione di chi da più di una settimana sta combattendo contro un incendio che sembra non voler concedere tregua.
«Questa mattina eravamo più o meno contenti, forse e dico forse, avevamo l’idea di essere riusciti dopo 9 giorni a batterti», racconta Landoni rivolgendosi idealmente al fuoco.
Poi, nel primo pomeriggio, la nuova sorpresa: «Oggi alle 14.30 forse 15 hai deciso di ripartire più incazzato di prima».
E in quel momento, racconta il caposquadra, tra gli operatori impegnati alla vasca utilizzata per il rifornimento degli elicotteri è calato uno sguardo che non aveva bisogno di parole.
«Non nego che lo sguardo che c’è stato tra di noi che operavamo alla vasca degli elicotteri è stato: che due c…!!!», scrive Landoni, scusandosi subito per l’espressione. Ma quel termine, forse più di qualsiasi frase ufficiale, racconta la situazione vissuta da chi è sul campo da nove giorni.
«Io penso che sia stato lo sguardo di qualsiasi volontario e vigile del fuoco presente in quel momento, quando ha rivisto il fumo salire dal Monte Barone».
La fatica è tanta. Il fronte dell’incendio è vasto e distribuito su più aree, il terreno è impervio e il caldo e il vento continuano a complicare il lavoro. Ogni focolaio spento può trasformarsi nuovamente in una minaccia quando il fuoco trova le condizioni per ripartire.
Ma la conclusione del messaggio di Landoni è anche una promessa, rivolta a quel fuoco che da giorni sta mettendo alla prova uomini e mezzi.
«Tu non molli ma neanche noi molliamo».
È questa, oggi, la fotografia della battaglia sul Monte Barone: da una parte un incendio che dopo nove giorni continua a cercare nuove strade per ripartire, dall’altra vigili del fuoco e volontari Aib che continuano a presidiare la montagna senza sosta.
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