CronacaValle Elvo
Occhieppo piange il dottor Daniele Pezzo
Morto a 76 anni, lascia la moglie e i due figli. Nel 2009 fu anche candidato sindaco
All’età di 76 anni, appena compiuti, ha smesso di battere il cuore di Daniele Pezzo, storico medico di base di Occhieppo Superiore in pensione dal 2020. Pezzo si è spento all’Ospedale degli Infermi, dove era ricoverato da alcuni giorni dopo aver avuto un infarto nel fine settimana pasquale.
Il dottor Daniele Pezzo è morto a 76 anni. Lutto a Occhieppo Superiore
Ad annunciarne la scomparsa sono stati la moglie Angela e i due figli, Gabriele e Luca. Familiari e amici gli diranno addio venerdì mattina alle 10, nella chiesa di Santo Stefano, a Occhieppo Superiore. Nella stessa chiesa, giovedì alle 17, verrà recitato il rosario. Nel frattempo è possibile portare un ultimo saluto al dottor Pezzo nella casa funeraria Papale, dalle 8,30 alle 12 e dalle 14,30 alle 17.
Dellarovere: “Non era solo un medico, ma un servitore della comunità”
“Più che un medico, un’istituzione; più che un politico, un servitore della comunità per oltre quarant’anni”. Con queste parole lo ricorda Guido Dellarovere, che con lui ha condiviso anche diversi anni di vita amministrativa del paese. Pezzo fu infatti vice sindaco durante il suo mandato e si candidò come primo cittadino nel 2009, perdendo la sfida elettorale con Emanuele Ramella Pralungo per una manciata di voti.
“Ci sono persone che non passano semplicemente attraverso la storia di un paese, ma ne diventano le fondamenta – scrive Dellarovere nel suo “Dardo” -. Daniele Pezzo era una di queste. Per oltre quattro decenni è stato il volto della rassicurazione dietro la scrivania del suo studio medico, entrando nelle case e nelle vite degli occhieppesi con una dedizione che andava ben oltre il dovere professionale. Un uomo del dialogo, oltre ogni schieramento per me, Daniele non è stato solo il “Dottore”. È stato il mio Vicesindaco, un amico fidato e un collega di mille battaglie politiche combattute sempre con un unico obiettivo: il bene di Occhieppo Superiore. In un mondo, quello della politica e della vita pubblica, spesso fatto di scontri aspri, Daniele portava una dote rara: il sorriso. Anche di fronte alle critiche gratuite, anche davanti a chi lo attaccava senza motivo, lui non perdeva mai quella serenità luminosa. Aveva la capacità di accogliere tutti, una dote che lo rendeva profondamente diverso da molti di noi e che rappresentava la sua vera forza.”.
“Una generosità non sempre ricambiata – ha aggiunto con una nota d’amarezza -: Daniele era un uomo buono, forse fin troppo. Nella sua infinita umanità e disponibilità, troppe persone hanno approfittato della sua protezione senza mai dimostrare la dovuta riconoscenza. Ha dato al paese molto più di quanto, probabilmente, abbia ricevuto in cambio. La sua dedizione al lavoro non conosceva orari, e la sua porta era sempre aperta per chiunque avesse bisogno, che fosse per un consulto medico o per un consiglio umano”.
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