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Infermiere assolte per la morte di una paziente

Erano accusate di aver lasciato il campanello di allarme troppo lontano e l'anziana non era riuscita a chiamare aiuto.

Infermiere assolte per la morte di una paziente. Erano accusate di aver lasciato il campanello di allarme troppo lontano e l’anziana non era riuscita a chiamare aiuto.

Infermiere assolte per la morte di una paziente

Erano accusate di abbandono di incapace, con conseguente decesso della paziente a loro affidata. Un caso giudiziario nato nell’ospedale di Boergosesia che aveva coinvolto un’infermiera di Romagnano e due operatrici socio-sanitarie, una di Valdilana e un’altra di Fara Novarese. In pratica, le tre donne erano accusate di aver sistemato il campanello di allarme troppo lontano da una paziente di 89 anni, che non sarebbe riuscita a chiedere aiuto durante una crisi respiratoria rivelatasi poi fatale. La donna, Paolina Messina, era ospite della casa di riposo di Gattinara ed era stata trasferita a Borgosesia per l’aggravarsi delle sue condizioni.

La crisi fatale

In ospedale però, il giorno dopo il ricovero, la donna ebbe un’altra crisi respiratoria, quella fatale. Le indagini avevano portato all’accertamente del fatto che, nel sistemare il letto, le operatrici avevano spostato il campanello, mettendolo più lontano. Questo elemento aveva già fatto partire una prima indagine, che però si risolse in un nulla di fatto: secondo il perito, la donna non sarebbe comunque riuscita a suonare il campanello anche se fosse stato più vicino.

L’ultimo ricorso

A questa decisione si oppose la figlia, ma senza esito. Il procedimento con rito abbreviato ha determinato l’assoluzione delle tre operatrici, ritenute senza responsabilità per il decesso dell’anziana.

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