CronacaValli Mosso e Sessera
Incendio in Valsessera, situazione sempre più critica: il fronte scende verso valle – FOTO e VIDEO
Resta alta la preoccupazione per il rogo che continua ad avanzare, favorito dal caldo, dal vento, dalla siccità e dal terreno impervio. Evacuati il gestore del rifugio e un pastore, decine di uomini impegnati a difendere la la montagna e le frazioni sottostanti
La situazione dell’incendio che da giorni interessa la Valsessera, e il Monte Barone in particolare, resta estremamente delicata. Le fiamme continuano a divorare il versante della montagna e, sospinte dalle forti raffiche di vento, stanno lentamente scendendo verso valle, alimentando la preoccupazione dei soccorritori.
Uno degli obiettivi delle numerose squadre impegnate sul posto è impedire che il fronte del fuoco superi la strada in quota e continui la sua discesa verso la frazione Piane.
Incendio in Valsessera: terreno impervio e secco, caldo e pochissima acqua
A rendere le operazioni particolarmente complesse sono le condizioni ambientali. Il terreno è estremamente impervio, la vegetazione è molto secca a causa delle alte temperature e della siccità e in quota l’acqua non basta per le operazioni di spegnimento.
Per questo motivo Canadair ed elicotteri sono costretti a rifornirsi lontano dall’area dell’incendio, mentre le autobotti devono trasportare l’acqua da Pray.
Servirebbe la pioggia
Gli operatori non nascondono le difficoltà: in queste condizioni l’incendio è tra i più complessi da affrontare e soltanto un deciso cambiamento del meteo, con l’arrivo della pioggia, potrebbe favorire un contenimento definitivo del rogo. Il breve temporale di questa notte, purtroppo, non solo non è stato decisivo, ma ha anche complicato ulteriormente la situazione generando un improvviso cambiamento del vento.
“C’è davvero da sperare nella pioggia, altrimenti temo che sarà davvero difficile riuscire a spegnere l’incendio definitivamente – spiega Gian Matteo Passuello, ex sindaco e consigliere comunale di Pray che questa mattina era sul posto a monitorare la situazione -. È un rogo veramente difficile da gestire, anche perché le risorse aeree sono quelle che sono per via delle numerose emergenze in corso in tutta Italia. Il vento rende tutto ancora più complicato e imprevedibile”.
Evacuati il rifugio e alcune seconde case
Per motivi di sicurezza, nella mattinata è stato fatto evacuare il gestore del Rifugio Monte Barone, così come un pastore che si trovava nella zona con il proprio gregge di pecore e capre.
Sono state inoltre evacuate alcune seconde case presenti nell’area interessata dall’incendio. I soccorritori hanno provveduto a mettere in sicurezza gli edifici, anche attraverso l’abbattimento di alcune piante che avrebbero potuto favorire la propagazione delle fiamme. In via precauzionale sono state allontanate anche alcune bombole di gas.
Le abitazioni risultano al momento protette, anche se resta qualche preoccupazione per un paio di strutture disabitate, raggiunte molto da vicino dal fronte dell’incendio.
Sicurezza dei soccorritori prioritaria
Oltre al fuoco, i vigili del fuoco e i volontari dell’Aib devono fare i conti con un’altra insidia: i continui franamenti di pietre provocati dall’incendio, che interessano le pendici più ripide della montagna.
La sicurezza degli operatori resta quindi una priorità assoluta durante tutte le operazioni di spegnimento.
Canadair ed elicotteri da tutta Italia
Sul fronte aereo le risorse sono impiegate senza sosta, ma la situazione nazionale non facilita gli interventi. In questi giorni numerosi incendi stanno interessando diverse regioni italiane e i mezzi disponibili devono essere distribuiti tra più emergenze.
Uno dei mezzi arrivati in supporto è partito addirittura da Olbia, mentre altri sono decollati dalla base di Ciampino.
Particolarmente prezioso si sta rivelando l’impiego dell’elicottero Erickson, capace di trasportare una quantità d’acqua superiore rispetto agli altri velivoli e di effettuare lanci molto più precisi, mantenendo il getto compatto fino all’impatto con il terreno.
Almeno una quarantina di uomini al lavoro
Sul posto stanno operando almeno quaranta uomini tra vigili del fuoco e volontari AIB, supportati da Canadair ed elicotteri.
Presenti anche diversi sindaci della Valsessera, i carabinieri e i carabinieri forestali, impegnati nel coordinamento delle operazioni e nel monitoraggio costante dell’evoluzione dell’incendio.
Le prossime ore saranno decisive: molto dipenderà dall’intensità del vento e dall’eventuale arrivo di precipitazioni, considerate al momento l’aiuto più atteso da chi, da giorni, sta combattendo senza sosta contro il fuoco.
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