CronacaValle Cervo
Il “tornado” del paese non è stato dimenticato: il funerale di Nicola lo paga la gente
Una vita difficile, i carabinieri da chiamare anche più volte al giorno. Ma ha prevalso lo spirito di comunità
Il “tornado” del paese non è stato dimenticato: il funerale di Nicola lo paga la gente.
Il “tornado” del paese non è stato dimenticato: il funerale di Nicola lo paga la gente
Negli ultimi due anni Nicola Parison era balzato innumerevoli volte agli onori della cronaca locale, divenendo noto come “disturbatore seriale” e rendendosi protagonista di una serie crescente di intemperanze, che sempre più spesso e sempre più regolarmente rendevano necessario l’intervento delle forze dell’ordine. L’apice era stato raggiunto alcune settimane fa, quando in un negozio di via Italia aveva mostrato – non a scopo di rapina – una pistola poi rivelatasi finta. Un episodio per il quale era stato arrestato dalla polizia.
L’ultimo abbraccio del paese
Qualche giorno fa era stato infine trovato senza vita nella propria abitazione. A lanciare l’allarme erano stati alcuni vicini che non lo vedevano da un paio di giorni. Al loro arrivo sul posto, i carabinieri hanno scoperto che non c’era più niente da fare: l’uomo giaceva all’interno dell’abitazione, stroncato da cause naturali, molto probabilmente da un malore improvviso.
Il funerale è stato celebrato giovedì mattina: la chiesa di San Michele Arcangelo era colma di persone, come già domenica in occasione della recita del rosario. La celebrazione è stata presieduta da don Giuseppe Lajolo, parroco di San Michele e San Grato. Al termine della funzione, Padre Fabio, che negli ultimi tempi era stato particolarmente vicino a Nicola, ha voluto ricordarlo con parole semplici, sottolineando come il valore di una comunità si manifesti proprio laddove alberga la fragilità.
La comunità paga il funerale
Nonostante le difficoltà affrontate da Nicola negli ultimi anni, infatti, la sua comunità non lo ha mai dimenticato, così come neppure le istituzioni mai l’hanno lasciato da solo, insieme alla parrocchia, nella quale, con don Giuseppe, ha trovato una mano amica e il conforto spirituale che cercava.
Non essendoci parenti prossimi in grado di sostenere le spese, il Comune di Piedicavallo si è fatto carico dei costi della sepoltura, garantendo quanto previsto dalla legge in questi casi. La pubblica amministrazione, però, non può farsi carico di spese ulteriori, come quelle per i fiori o per altri aspetti legati alla funzione religiosa.
Proprio per questo, su iniziativa di Debora Rosazza Prin, la comunità di Piedicavallo e Montesinaro si è attivata con una raccolta fondi che ha permesso l’acquisto dei fiori e dei manifesti funebri. Ora, grazie alle generose donazioni di chi volle bene a Nicola, sarà forse possibile anche donare una lapide al suo sepolcro.
“Un pensiero ai più deboli”
«Il nostro pensiero come comunità va soprattutto ai più deboli, che più degli altri hanno bisogno di affetto e vicinanza. Non volevamo lasciare da solo Nicola in questo suo ultimo viaggio», ha dichiarato Debora Rosazza Prin. Ed è proprio così che il nostro vicino si è congedato: circondato da tutti coloro che, volendogli bene, hanno provato a stargli accanto, dispiaciuti di non essere riusciti a fare di più.
«Come è scritto sui fiori posti sulla sua tomba, i suoi amici di Piedicavallo e Montesinaro. Perché, come è stato detto questa mattina, quando una comunità come questa ti accoglie, ti custodisce per sempre. Perché nelle piccole comunità alpine nessuno viene lasciato solo».
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