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Biella

“Il bonus mamma esclude le precarie”. La battaglia di un avvocato biellese

Giovanni Rinaldi e l’Anief: “Pronti a rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea”

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Bonus mamma, sì, ma non per tutte: le madri precarie sono escluse dal beneficio.

Bonus mamma discriminatorio: “Escluse le donne con lavoro precario”

A denunciarlo è un avvocato biellese, Giovanni Rinaldi, che annuncia una battaglia legale contro questa discriminazione.
Nei giorni scorsi l’Inps ha pubblicato la circolare n. 27, con la quale vengono disciplinate le modalità per ottenere l’esonero della contribuzione previdenziale.

La legge di bilancio 2024 ha introdotto infatti a favore delle lavoratrici madri una misura (cosiddetto “bonus mamme”) che consente un esonero della contribuzione previdenziale, fino a un massimo di 3000 euro annui.

Come funziona il bonus mamma

In particolare, l’articolo 1, comma 180 riconosce l’esonero alle lavoratrici madri di tre o più figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 e fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. In via sperimentale, il successivo comma 181 riconosce il medesimo esonero anche alle lavoratrici madri di due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 e fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
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La battaglia del team di legali di Anief: “Assurdo e ingiusto escludere le mamme precarie”

Mentre quindi il Governo sorride e molte associazioni sindacali si attivano, come sempre, per svolgere l’attività burocratica di compilazione delle domande, dal team dei legali Anief, del quale oltre a Rinaldi fanno parte gli avvocati Ganci, Miceli e Zampieri, arriva un attacco duro e determinato: «La norma incredibilmente limita la propria portata solo alle mamme con rapporto di lavoro a tempo indeterminato».

L’avvocato Giovanni Rinaldi, che proprio a Biella ha il quartier generale e che da anni si occupa di vertenze sulla discriminazione del personale precario, chiarisce: «Sono proprio le mamme che hanno rapporti di lavoro non stabile ad aver più bisogno di aiuto. La limitazione prevista dalla norma, che esclude le mamme precarie, appare già assurda da un punto di vista di mero buon senso».

Giovanni Rinaldi: “La giustizia ha già ribadito che non si può discriminare i lavoratori precari, eppure il governo commette l’ennesimo passo falso”

Ma il problema in ogni caso non è solo politico o di buon senso bensì giuridico: «In questi mesi i tribunali ordinari Italiani sono inondati di contenziosi sulla Carta docente – continua l’avvocato Rinaldi -. La Corte di Giustizia Europea e la Corte di Cassazione infatti hanno ribadito, per l’ennesima volta, l’illegittimità della condotta discriminatoria tra lavoratore precario e lavoratore a tempo indeterminato. Pensavamo che potesse bastare e invece no il Governo ed il Ministero dell’Istruzione, commettono l’ennesimo passo falso».

L’Anief ha diramato un comunicato ufficiale con cui invita le mamme precarie a presentare la domanda (in scadenza 8 aprile 2024) cartacea per chiedere anche loro il beneficio economico.

“Pronti a portare la questione in Corte di Giustizia Europea”

Si profila quindi un nuovo grande contenzioso e la sfida lanciata da Anief e degli avvocati Ganci, Miceli, Rinaldi e Zampieri è seria.
«Porteremo ancora una volta – spiegano – la questione in Corte di Giustizia Europea e chiederemo la disapplicazione della norma nella parte in cui esclude il beneficio per le mamme con un contratto a tempo determinato».
Dopo le sentenze sugli stipendi e sulla Carta del Docente, ora anche le mamme precarie potrebbero dunque portare le loro ragioni in Corte di Giustizia Europea.

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1 Commento

1 Commento

  1. Doriana

    7 Aprile 2024 at 20:34

    menomale che qualcuno prende posizione per queste discriminazioni.. quando si entra in un tribunale, dietro al giudice c’è la parola scritta: la legge è uguale per tutti. Ma è scritta dietro alle loro spalle porco 2.. 😤

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