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Daspo, la protesta degli ultras di Gioventù Biellese: “Non andremo più allo stadio”

Dopo i provvedimenti emessi in seguito agli episodi della Coppa Italia contro il Borgosesia, il gruppo ultras annuncia lo stop: «Un gruppo di ragazzi fatto passare per criminali. Non presenzieremo più né in casa né in trasferta fino a data da destinarsi»

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Una parte della curva della Biellese si ferma. Dopo i Daspo emessi nelle ultime settimane in relazione agli episodi avvenuti in occasione della partita di Coppa Italia contro il Borgosesia, il gruppo ultras Gioventù Biellese ha annunciato la decisione di non essere più presente né allo stadio Pozzo-Lamarmora né nelle trasferte della squadra, «fino a data da destinarsi».

Gioventù Biellese diserterà lo stadio “fino a data da destinarsi”

La decisione è stata comunicata nei giorni scorsi attraverso i canali social del gruppo. «Dopo esserci confrontati, da domenica 4 ottobre Gioventù Biellese non presenzierà più né in casa né in trasferta», si legge nel messaggio firmato dal direttivo.

Una scelta, spiegano gli ultras, presa «a malincuore» e legata al numero di provvedimenti ricevuti. Nel comunicato il gruppo parla di «più di 20 Daspo» e sostiene che nessuno di questi sarebbe stato conseguenza di un contatto con una tifoseria avversaria. Una ricostruzione che Gioventù Biellese contrappone a quella emersa nelle cronache delle ultime settimane e ai provvedimenti adottati dalle autorità.

«Ci hanno fatto passare per criminali»

Il gruppo contesta in particolare quello che definisce un accanimento nei confronti della curva e sostiene che l’obiettivo, fin dall’inizio, sarebbe stato quello di «far passare un gruppo di ragazzi per criminali».

Nel comunicato gli ultras affermano inoltre che «in città i problemi sono ben altri» e invitano i sostenitori della Biellese a non fermarsi alle sole ricostruzioni pubblicate dalla stampa.

«Invitiamo tutti a informarsi bene sulla situazione che sta colpendo la curva e a non basarsi soltanto sugli articoli pubblicati in queste settimane», è l’appello rivolto dal gruppo ai tifosi.

La presa di posizione arriva dopo i provvedimenti adottati dalla Questura di Biella in seguito agli episodi verificatisi il 30 agosto, quando Biellese e Borgosesia si affrontarono in Coppa Italia. In quell’occasione un gruppo di tifosi biellesi si era diretto verso l’area dell’ingresso riservato alla tifoseria ospite, dove erano stati rivolti cori e provocazioni ai sostenitori avversari. L’intervento delle forze dell’ordine aveva impedito il contatto tra le due tifoserie.

La Questura ha successivamente emesso diversi Daspo nei confronti dei tifosi della Biellese. Un ulteriore provvedimento ha riguardato un minorenne, denunciato dopo l’accensione e il lancio di un petardo nell’area alle spalle della tribuna.
LEGGI ANCHE: Tensione durante Biellese-Borgosesia, altri 5 daspo per gli ultras bianconeri

«Speriamo di tornare a tifare per la Biella»

La sospensione della presenza della Gioventù Biellese, secondo quanto annunciato dal gruppo, non ha però una scadenza. Gli ultras parlano infatti di uno stop «fino a data da destinarsi», lasciando aperta la possibilità di un ritorno sugli spalti.

«Speriamo che questa situazione passi il prima possibile per poter tornare, insieme a tutta la città, a tifare per la nostra Biella», conclude il direttivo.

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