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Una storia d’amore lunga 60 anni

Si conoscono da 60 anni, sono sposati da 55 e si vogliono “un bene dell’anima”. A raccontare la loro storia d’amore è lei, Eliana Biasetti, 75 anni

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Si conoscono da 60 anni, sono sposati da 55 e si vogliono “un bene dell’anima”. A raccontare la loro storia d’amore è lei, Eliana Biasetti, 75 anni.

Una storia d’amore lunga 60 anni. Si conoscono da 60 anni, sono sposati da 55 e si vogliono “un bene dell’anima”. A raccontare la loro storia d’amore è lei, Eliana Biasetti, 75 anni.

Una storia d’amore lunga 60 anni

Si conoscono da 60 anni, sono sposati da 55 e si vogliono “un bene dell’anima”. A raccontare la loro storia d’amore è lei, Eliana Biasetti, 75 anni; con interventi rapidi di lui, Aldo Mario Menin, 79. Che lascia intendere parte di tanta intesa.

«Sono originaria di Cà di Sale – borgata Sala – e sono figlia unica – dice -. Ho avuto una bella infanzia, la famiglia mi adorava, poi ho incontrato Aldo all’autopista che c’era a Pasqua in piazza Piave. Lui è originario del Veneto, ma è nato a Cossato nel 1944. La storia è andata avanti finché ci siamo sposati. Nel 1975 è mancata mia mamma Fede a 51 anni e il fatto mi ha capovolto la vita. Ero troppo legata a lei. Mi sono ritrovata con papà Francesco ammalato e nonna Elisa, che era una nonna d’oro, da accudire; oltre alla bimba, nostra figlia Katia, da crescere. Abitavamo tutti insieme. Dopo una riunione di famiglia, abbiamo deciso che mi sarei licenziata dalla ditta in cui lavoravo come rammendatrice e avrei badato a loro».

Niente casa di riposo

La parola “casa di riposo” ad Aldo “non va giù”: «Nella mia famiglia mai nessuno c’è andato – aggiunge –». «Certo – riprende Eliana – è stato un sacrificio, ma la famiglia lo meritava. La nonna è rimasta con noi fino a 87 anni, una donna dolce e brava, e mio papà era uguale. Non li abbiamo mai lasciati soli. Mio marito l’è nèn an sant (non è un santo), ma mi ha sempre sostenuta. Non sono stati anni facili, ma l’ho fatto con affetto, con il cuore. Quando nonna è mancata ho ripreso il lavoro per 10 anni. Mi sono poi di nuovo licenziata quando papà è stato male ed è mancato a 80 anni, il 26 marzo. Io compivo 40 anni il 28 e quel giorno avevo la banda musicale sotto casa che accompagnava il suo funerale: da allora non posso non ricordarlo. Sono contenta di quello che ho fatto e lo rifarei. Mio marito è un orso, ma nelle decisioni di famiglia mi ha sostenuta».

A questo punto Aldo insorge e con un moto d’orgoglio, dice: «Orso dove?», ma lo sbotto non ha presa su Eliana, che prosegue. «Mio marito ha sempre lavorato, ma la nostra storia non è stata rose e fiori. Diciamo che Aldo aveva i suoi spazi, andava alla Società vinicola a giocare a carte e a bocce, aveva tanti amici, mentre io ero a casa. Ci sono state discussioni, ma raccontare questi fatti non è facile, i giovani ci rideranno dietro».

Non sta mai zitta…

In una pausa, Aldo riprende la parola: «Quando mia moglie sta zitta, devo preoccuparmi, ma non capita mai – fa notare -. Comunque, mancati i famigliari e cresciuta Katia, abbiamo iniziato a vivere un po’ per noi. Qualche anno fa sono stato male io, ma ringraziando moglie, figlia, nipote e amici, sono stato curato bene. Da allora, visto che sono andato vicino a San Pietro e ancora non mi ha voluto, per quel poco che possiamo fare con la salute, viaggiamo».

Anche Eliana ringrazia spesso il marito, nonostante le battute, e ci incoraggia a scriverlo pure in maiuscolo. «Ci siamo sposati il 28 dicembre 1969 e siamo stati in viaggio di nozze a Roma. Lui lavorava e io gestivo la busta paga e la casa. Gli ho sempre dato la paghetta del sabato però. Non gli è mai mancato nulla. Ai tempi, davo ad Aldo 70 mila lire con cui si pagava la benzina, le sigarette e l’acquisto dell’attrezzatura per andare a pesca».

Il conto lo paga lei

Aldo conferma: «Da quando sono in pensione e a pesca non vado più, ricevo 26 euro a settimana. Lei li conta, poi li conto anch’io. Sono 55 anni che siamo messi così, quando usciamo però il conto lo paga lei. Anche da fidanzati Eliana aveva fatto una cassettina di legno, un salvadanaio. Ogni volta che ci vedevamo, mettevano 50 lire ciascuno. Quando ci siamo sposati abbiamo trovato i soldi per fare il viaggio di nozze e ci siamo permessi di girare Roma in taxi. Il bello è che mia moglie dice di essere senza soldi e che la mia paghetta va tenuta da conto. Così alla fine non spendiamo mai niente».

Lei ci guarda e conclude: «Cosa vuoi, sono fatta alla moda vecchia. Siamo una cubbia (una coppia) scherzosa con gli amici e seria in casa».
Anna Arietti
anna.arietti@gmail.com

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