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Un mese nel silenzio del Cervo: il ciclista disperso non si trova

Le ricerche andarono avanti per giorni

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Elicottero disperso guado castelletto cervo

È trascorso esattamente un mese da quella mattina del 25 agosto 2026, quando la furia del torrente Cervo si è portata via un ciclista al guado tra Castelletto Cervo e Mottalciata. Da allora, il vuoto. Nessuna traccia dell’uomo e, aspetto ancor più inquietante, nessuna denuncia di scomparsa formale che abbia permesso di dare un’identità a quel corpo inghiottito dall’acqua.

Un mese nel silenzio del Cervo: il ciclista disperso non si trova

L’allarme era scattato all’alba, intorno alle 5:30. Ignorando i divieti di transito e i richiami della protezione civile presenti sul posto, il ciclista aveva deciso di attraversare il guado, trasformato in una trappola mortale dalle forti piogge. La corrente impetuosa lo aveva travolto in pochi istanti.

Immediata la mobilitazione dei vigili del fuoco e della protezione civile. Per giorni, le squadre di soccorso hanno setacciato palmo a palmo le sponde e le aree a valle, spingendosi tra Gifflenga e Balocco e arrivando fino alle acque del fiume Sesia. Uno sforzo immane, reso vano dalla portata del torrente e dal maltempo. Davanti all’assenza di riscontri, le ricerche ufficiali sono state sospese.

La vicenda ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate nel Biellese, riportando alla memoria drammi analoghi come la scomparsa di Albino Cagna nel 2013. Resta l’interrogativo doloroso su chi fosse quell’uomo e sul dramma silenzioso di una famiglia che forse non saprà mai la verità, mentre il territorio fa i conti con i rischi insidiosi dei suoi corsi d’acqua.

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