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Storia cultura “Salviamo l’uomo selvatico”

Lo storico edificio si trova al Vernato

Storia cultura “Salviamo l’uomo selvatico”

Nell’aula magna dell’Istituto Industriale Quintino Sella di Biella, venerdì 15 novembre alle ore 21, si è tenuto il Convegno “Salviamo l’om salvèj”. La serata è stata aperta dal presidente dell’Associazione “Amici del Vernato” Andrea Zegna. Ha moderato l’evento lo studioso Carlo Gavazzi in sostituzione del presidente della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti di Torino Aldo Actis Caporale che per motivi contingenti non ha potuto essere presente. Gavazzi ha sottolineato l’importanza della dimora vernatese, una dimora che racconta il nostro passato e ci sprona alla sua conservazione. Primo relatore è stato il proprietario dell’immobile Gianni Destefanis il quale con commozione ha raccontato l’entusiasmo da lui da sempre nutrito per questa dimora, ma non ha nascosto le tante difficoltà incontrate nel tempo per avviarne i restauri con relativi esborsi personali. Lo stesso Destefanis ha avuto parole di ringraziamento per l’Associazione “Amici del Vernato” che ha organizzato questo convegno con l’intento di promuovere il recupero dell’immobile. Si tratta di un edificio dichiarato monumento nazionale che coniuga aspetti storici ad altri artistici di notevole interesse, a partire dalla figura dell’uomo selvatico biellese che ancora compare sulla facciata e che si intende restaurare.

A seguire ha preso la parola la storica dell’arte Claudia Ghiraldello che proprio di questa dimora in passato ha scritto la guida storico-artistica. La Ghiraldello, attraverso la proiezione delle immagini da lei stessa scattate dagli alti ponteggi realizzati per la prima fase di restauri di cui è stata oggetto la dimora in anni passati, ha catturato l’attenzione del pubblico proponendo anche visioni ravvicinate dei fregi e delle scene che arricchiscono appunto l’antico edificio.

È quindi intervenuto Giorgio Perino, restauratore abilitato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Perino, appositamente giunto da Torino, ha mostrato alcune immagini di restauri da lui effettuati di recente in altri contesti sottolineando come in parallelo anche a Casa Masserano un restauro potrebbe recuperare gran parte del patrimonio artistico.

Marco Conti, antropologo, ha invece tratteggiato un ritratto dell’uomo selvatico biellese. Del selvatico ha evidenziato gli aspetti fisici, ma anche psicologici sottolineandone il grande valore all’interno di antiche società.

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