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Scuole biellesi: alla primaria mancano 100 docenti di sostegno

L’allarme lanciato dai sindacati. Gli istituti cercano nuovi docenti.

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La prima campanella dell’anno è suonata lunedì mattina, ma non tutti gli insegnanti sono presenti nelle classi dei vari ordini.

Scuole biellesi: alla primaria mancano 100 docenti di sostegno

Come ogni anno, infatti, all’appello mancano diversi docenti. I buchi maggiori sono nelle scuole dell’infanzia e alle elementari, ma anche nelle medie e nelle superiori gli organici non sono stati coperti dai primi due turni di nomine da parte dell’ex Provveditorato.
Mancano soprattutto insegnanti di sostegno, ma anche di materie scientifiche. Sono infatti praticamente esaurite le graduatorie dei “precari” di matematica, di fisica, d’informatica e di meccanica. E così l’Ufficio Scolastico Territoriale dovrà ricorrere agli “interpelli” per dare al più presto insegnanti nei vari istituti superiori cittadini.
Nel “burocratese” dell’universo della scuola significa: un bando pubblico, aperto e pubblicato sul sito Internet dell’UST, per chi ha i titoli per insegnare queste discipline, anche se non è presente nelle graduatorie provinciali dei docenti precari…
La ragione storica di questa carenza è presto spiegata: chi si laurea in materie scientifiche spesso accede a professioni retribuite molto meglio di quanto non lo sia un docente della scuola pubblica, che percepisce mediamente intorno ai 1500 euro al mese. E così da decenni le scuole, in quasi tutta Italia, diciamo al Nord soprattutto, faticano a dare continuità didattica ai propri allievi, perché ogni anno si deve andare alla ricerca di persone laureate in materie scientifiche, con un valzer di nomine che non aiuta di sicuro la formazione di studenti e di studentesse.
I problemi comunque non finiscono qui. Nella scuola primaria mancano all’appello almeno un centinaio di posti di lavoro sul sostegno, che dovranno essere nominati il prima possibile, tra segreterie e famiglie che attendono una normalità al di là da venire. Una situazione non nuova, che trova nei sindacati l’ennesimo richiamo al Ministero dell’Istruzione per una nuova e diversa politica di reclutamento del personale scolastico.
«Anziché perdere tempo con corsi di specializzazione o, peggio, regolarizzazione di chi ha conseguito titoli all’estero, il Ministero dovrebbe promuovere una vera riforma dell’insegnamento sul sostegno per reclutare personale dove ce n’è bisogno – spiega Alessandro Marra, responsabile scuola per la Cgil -. Stesso discorso per chi lavora sulla materia. Da anni chiediamo il doppio canale di reclutamento, alla luce della costante carenza di docenti nonostante tre concorsi e fiumi di soldi spesi. La stabilizzazione di molti docenti, infatti, non ha eliminato il precariato storico né portato alla copertura di tutti i posti necessari nelle nostre scuole».

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