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Rien ne va plus

Il commento di Vittorio Barazzotto

Per il calcolo delle probabilità, è più facile per la terra entrare in collisione con un corpo celeste (1 possibilità su 440.000) che per noi indovinare cinque numeri al lotto in un’unica giocata, visto che abbiamo una chance su 43.949.268. Siamo il Paese che crede di più nella fortuna e investe nel gioco ingenti quantità di denaro, nonostante l’evidenza lapidaria della matematica secondo cui l’unica certezza per il giocatore è sempre e solo la sconfitta, visto che il banco vince sempre.
Quando il gioco perde la sua componente ludica innesca comportamenti autodistruttivi, incentivati dalla sua fruibilità in luoghi di facile accesso, magari sotto casa. In Italia sono più di 12.000 le persone in cura per azzardopatia.
Nel 2017 sono stati giocati circa 100 miliardi di euro (di cui la metà su apparecchi elettronici): un volume d’affari maggiore degli stanziamenti statali per sanità e istruzione o corrispondente a quattro manovre finanziarie, per intenderci.
Dietro questa dipendenza si celano tragedie familiari spesso soffocate dalla vergogna di ammetterne l’evidenza, ottime forme di investimento per le mafie e un’innegabile fonte di guadagno per i gestori e per lo Stato.
In Consiglio Regionale sostenni la proposta dei due consiglieri Rossi e Grimaldi. Insieme, riuscimmo ad aver la forza nel 2016 di far approvare una legge per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo, la più restrittiva d’Italia, per arginare il suo impatto nefasto sul tessuto sociale.
Gli effetti positivi di questa legge sono stati rilevati anche dal Serd di Biella e discussi in un incontro che si è tenuto questa settimana a Mongrando.
Ora in Giunta, si sta proponendo una moratoria a questa norma per eliminare il vincolo delle distanze per tutti gli esercenti in possesso di licenza nel 2016, togliendo così ogni efficacia alla legge.
La scelta che sostenemmo in Regione fu certamente impopolare, ma guidata da un principio che la politica, a prescindere dal suo colore, dovrebbe salvaguardare perchè il costo sociale dovuto all’abuso del gioco è certamente maggiore dal beneficio di un consenso immediato e dalla logica cinica del profitto “a prescindere.

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