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Rider in sciopero, respinte circa 600 consegne in pausa pranzo (FOTO)
La protesta venerdì davanti al McDonald’s. Cgil: «Tariffe troppo basse e nessuna tutela»
Rider in sciopero, respinte circa 600 consegne in pausa pranzo.
Rider in sciopero, respinte circa 600 consegne in pausa pranzo
Una protesta che si è fatta sentire, almeno per le circa 600 persone che venerdì non si sono viste consegnare il pasto. A incrociare le braccia sono stati i rider biellesi che, da mezzogiorno alle due e dalle diciotto alle venti, si sono dati appuntamento davanti al McDonald’s di Biella per far sentire la propria voce. A spiegare le motivazioni che hanno spinto i lavoratori a fermarsi è Nicoletta Fabbian, sindacalista della Cgil che si occupa nello specifico dei contratti dei lavoratori somministrati. «Giovedì della scorsa settimana un gruppo di una ventina di rider si è presentato alla Camera del lavoro di via Lamarmora per parlare della situazione della loro categoria – spiega Fabbian -. Durante quell’incontro sono emerse nuovamente una serie di problematiche legate alle condizioni di lavoro che richiedono un intervento immediato. Poche semplici richieste che, per ora, sono rimaste inascoltate: tariffe più eque e meno distanza da percorrere per una consegna che, se va bene, arriva al massimo a 7 euro per chi la effettua».
«Proprio nel corso di quell’incontro – continua la sindacalista – ho proposto di organizzare una manifestazione per far sentire la loro voce. La cosa che mi ha maggiormente colpito di questo gruppo così eterogeneo di rider, composto da inglesi, brasiliani, italiani e persone di molte altre nazionalità, è stata la grande coesione: pur non parlando la stessa lingua erano molto uniti, e lo hanno dimostrato anche durante la manifestazione di venerdì».
«Abbiamo deciso di dividere la giornata in due momenti, bloccando di fatto le consegne negli orari più “critici”, ovvero dalle 12 alle 14 e dalle 18 alle 20. Nella sola pausa pranzo sono state circa 600 le consegne non effettuate – prosegue Fabbian -. Tutti i rider presenti, di comune accordo, si sono rifiutati di svolgere il servizio, anche se avrebbero potuto guadagnare più di 20 euro per una sola consegna, a fronte di quello che normalmente percepiscono. Solitamente una corsa viene pagata 2 o 3 euro, al massimo 7 euro se la distanza è particolarmente elevata. Per loro, quindi, rifiutare in maniera così unitaria cifre così alte rispetto alla tariffa standard è stata la dimostrazione di quanto sia importante cambiare questa situazione».
«La piattaforma che regola il lavoro invia un messaggio nel quale viene comunicato dove recarsi e quanto si guadagnerà per quel servizio, tutto in maniera automatica – continua la sindacalista -. Non vengono però considerate le condizioni del lavoratore, ad esempio se si sposta in bicicletta o in automobile. È evidente che molti si trovino costretti a rinunciare al servizio: se, per esempio, io sono a Biella e devo effettuare una consegna a Dorzano, ma prima devo andare a ritirare il cibo a Cossato, a fronte di un guadagno di 5 o anche 7 euro probabilmente sarò costretto a rifiutare».
«Venerdì hanno aderito una trentina di rider. Considerato che nel Biellese sono circa 60, significa che la metà della categoria è scontenta di una situazione che, anche a causa del caldo di questo periodo, sta diventando sempre più insostenibile. Per questo motivo giovedì è stata indetta un’altra manifestazione. L’appuntamento – e così conclude – è alle 9 davanti al Grattacielo della Regione a Torino. Saranno presenti rider provenienti da tutte le province piemontesi e ci saremo anche noi biellesi per chiedere salari più dignitosi, maggiori tutele e stabilità lavorativa».
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