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Radioterapia oncologica: rinnovati gli acceleratori
E’ un investimento pubblico di 767 mila euro che ha rigenerato le apparecchiature
Sono pienamente operativi, dopo l’aggiornamento tecnologico completato prima dell’estate, i due acceleratori lineari della Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Biella. L’intervento, del valore complessivo di 767 mila euro IVA inclusa, è stato finanziato con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 della Regione Piemonte, nell’ambito del macro progetto “Rilancio della sanità pubblica”.
L’aggiornamento ha così consentito riqualificare e potenziare gli acceleratori lineari della Radioterapia Oncologica dell’ASL BI. Non si tratta della semplice sostituzione di alcune componenti, ma di un rinnovo coordinato dell’hardware, dei sistemi di acquisizione delle immagini e dei software utilizzati per la pianificazione dei trattamenti.
In particolare, entrambi gli acceleratori sono ora dotati di un sistema TAC integrato, mentre in precedenza questa possibilità era disponibile su una sola apparecchiatura. Prima di ogni seduta è quindi possibile acquisire immagini del paziente e confrontarle con quelle utilizzate per programmare la terapia. Il sistema rileva anche spostamenti di pochi millimetri e consente di correggere con grande precisione il posizionamento del paziente e dell’area da trattare.
I benefici sono, quindi, diretti per le persone in trattamento, che negli anni sono aumentate, oltre che dell’invecchiamento della popolazione, anche in ragione dell’attrattività della Radioterapia dell’ASL di Biella, che nel 2025 ha visto la presa in carico di circa 600 pazienti.
Il principale beneficio per il paziente è la possibilità di concentrare la dose di radiazioni sul tumore, riducendo il più possibile l’esposizione degli organi e dei tessuti sani circostanti. La maggiore precisione permette inoltre di eseguire trattamenti complessi, come la radioterapia stereotassica, anche su lesioni di piccole dimensioni o localizzate in organi soggetti a movimento, come il polmone.
Le due apparecchiature hanno una storia che coincide con quella del nuovo ospedale. Gli acceleratori Elekta, uno Sinergy e l’altro Platform, sono, infatti, stati installati nel 2014, nell’ambito di una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che aveva complessivamente destinato 20 milioni di euro per l’ospedale di Biella.
L’aggiornamento si è articolato in due fasi. La prima ha riguardato i sistemi di imaging volumetrico Cone Beam CT, che consentono di acquisire immagini tridimensionali del paziente direttamente sul lettino di trattamento: un sistema completamente nuovo è stato installato sull’acceleratore che ne era ancora privo, mentre sul secondo il sistema esistente è stato integralmente rinnovato. La seconda fase ha previsto l’aggiornamento dei sistemi di imaging portale su entrambe le macchine e l’introduzione della modalità di erogazione ad alto rateo di dose senza filtro equalizzatore.
Le ricadute cliniche sono quindi sostanziali Il potenziamento dei sistemi di imaging consente un controllo più accurato del posizionamento del paziente prima e durante la seduta, con maggiore precisione nel colpire il volume da trattare e migliore protezione dei tessuti sani circostanti. La modalità ad alto rateo di dose (quantità di dose di radiazioni ionizzanti ricevuta o assorbita in un determinato intervallo di tempo) riduce la durata delle sedute e amplia le possibilità terapeutiche, in particolare per i trattamenti a intensità modulata e per la radioterapia stereotassica, tecniche che la Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica, diretta dal dottor Giuseppe Girelli, ha progressivamente sviluppato proprio su queste apparecchiature a partire dal 2017.
Rilevante anche la scelta gestionale. L’aggiornamento dei sistemi esistenti ha raggiunto lo stesso obiettivo tecnologico evitando la sostituzione integrale delle macchine, rendendo possibile programmare, rinviando di qualche anno la sostituzione con due nuovi acquisti, stimati in circa 4,5 milioni di euro e che avrebbero comportato opere edili e impiantistiche e una sospensione dell’attività più lunga. Le lavorazioni, infatti, sono state programmate in modo da contenere al minimo l’interruzione dei trattamenti.
L’operazione è sostenuta dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 della Regione Piemonte, nell’ambito del macro progetto “Rilancio della sanità pubblica”. La procedura è stata curata dalla Struttura Semplice Ingegneria Clinica, in raccordo con la Struttura Complessa Radioterapia Oncologica e la Struttura Semplice Fisica Sanitaria.
Nell’insieme, l’intervento racconta una collaborazione che attraversa un decennio. Nel 2014 è stata la donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ad arricchire la dotazione tecnologica del nuovo ospedale di due acceleratori, oltre ad un simulatore TC, per la Radioterapia; oggi è il sistema pubblico, con i fondi europei e regionali ad estenderne il beneficio. Si tratta di un esempio che dimostra come la sinergia portata avanti nel tempo tra istituzioni, fondazioni, associazioni e territorio possa tradursi in un vantaggio concreto a beneficio dei cittadini, con ricadute significative in termini di innovazione e qualità dell’assistenza.
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