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«Ponte Geromel? Siamo felicissimi»: la gioia del figlio e di chi ci ha creduto
Il traguardo arriva a due anni dalla campagna lanciata dalla Provincia di Biella e da Vittorio Barazzotto
«Ponte Geromel? Siamo felicissimi»: la gioia del figlio e di chi ci ha creduto.
«Ponte Geromel? Siamo felicissimi»: la gioia del figlio e di chi ci ha creduto
«Ovviamente sono molto felice. Aspettiamo di conoscere la data dell’intitolazione. L’ho detto subito anche a mia mamma, attualmente in casa di riposo: è contentissima e vuole essere presente alla cerimonia». È orgoglioso Claudio Geromel, figlio di Sante, dopo l’annuncio del sindaco Marzio Olivero: il ponte sul Cervo porterà il nome di suo padre.
La conferma è arrivata in consiglio comunale martedì, quando Olivero ha assicurato che l’iter per arrivare all’intitolazione sarà completato. Anche Anas, nel fare chiarezza sulla procedura necessaria, esprime apprezzamento per l’iniziativa dedicata al cantoniere che, venerdì 24 settembre 1993, evitò una tragedia interrompendo il traffico sul viadotto.
È questo il traguardo di un percorso iniziato oltre due anni fa e promosso fin dalle prime battute da Vittorio Barazzotto e da La Provincia di Biella, che hanno riportato più volte l’attenzione sulla figura di Geromel e sul dovere di riconoscere pubblicamente il suo gesto.
Le tappe
La prima tappa risale all’ottobre 2024. Barazzotto e il giornale raccontarono la storia e l’intuizione del cantoniere, definendolo però «l’eroe dimenticato» dei giorni nostri. Pochi mesi dopo, in occasione dell’intitolazione della caserma dei vigili del fuoco di Biella ad Aurelio Giampaoli, il rilancio di Barazzotto: «Vorrei che la prossima cerimonia fosse dedicata a Sante Geromel, che evitò molte vittime dalla caduta del ponte della tangenziale nel 1993. Un eroe».
La proposta trovò il sostegno dei parenti. «Come famiglia non potremmo che essere contenti e orgogliosi nel sapere che la memoria di papà venga così ricordata – commentava Claudio -. Penso che meriti questo riconoscimento».
E non solo. Nel giugno 2025 il nostro giornale coinvolse anche i lettori con un sondaggio su Instagram. Il risultato fu netto: l’85 per cento votò a favore dell’intitolazione. Ma il sostegno arrivò, tramite le nostre pagine, anche dagli amministratori del passato e del presente. Tra i primi Antonio Ramella Gal, assessore della giunta Susta, che fu tra coloro che accorsero dopo il crollo e che fu il “padre” del guado che sostituì il viadotto fino alla ricostruzione. Favorevole anche Olivero, che si disse pronto ad avviare gli atti necessari.
A trasformare la proposta in un percorso istituzionale è stata poi Sara Novaretti, esponente di Biella C’è, che ha portato la vicenda a Palazzo Oropa.
Ora manca un ultimissimo passaggio. A 33 anni da quel 1993, il gesto del cantoniere avrà finalmente un riconoscimento pubblico. Si aspettano soltanto il termine dell’iter e la data della cerimonia.
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