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“Ponte della tangenziale, 45 giorni di caos annunciato: l’assenza di programmazione colpisce ancora”
Gabriele Urban: “Imbarazzante la mancanza di progettualità a lungo termine, situazioni che si ripetono sistematicamente sulle nostre strade”
L’intervento di Gabriele Urban, referente del Pmli di Biella, a proposito delle conseguenze della chiusura parziale del ponte della tangenziale. Riceviamo e pubblichiamo.
Ancora una volta cittadini e lavoratori biellesi sono costretti a pagare il prezzo dell’assenza di una seria programmazione delle opere pubbliche. È infatti imbarazzante la mancanza di progettualità a lungo termine di ANAS, che ha deciso di “regalare” alle biellesi e ai biellesi ben 45 giorni di disagi e code, chiudendo il ponte della tangenziale in direzione Biella dal 16 giugno al 31 luglio 2026 per la sostituzione di appena venti cordoli delle giunture.
Ponte della tangenziale, evidentemente la programmazione non è una priorità
Già nell’estate di tre anni fa la chiusura del ponte provocò il blocco quasi totale della viabilità, con lavoratori, pendolari e cittadini intrappolati per ore sotto il sole in un traffico insopportabile. Viene quindi spontaneo chiedersi perché questo intervento non sia stato eseguito contestualmente ai lavori precedenti. Evidentemente la programmazione non è una priorità per chi dovrebbe gestire e pianificare la manutenzione delle infrastrutture.
Le conseguenze di questa scelta erano facilmente prevedibili e, infatti, si sono manifestate immediatamente. Già dal primo giorno di chiusura il comune di Candelo è risultato completamente paralizzato dal traffico, con lunghe code e tempi di percorrenza notevolmente aumentati. Migliaia di lavoratori e cittadini sono stati costretti a subire l’ennesimo disagio causato da decisioni prese senza valutare adeguatamente il loro impatto sulla viabilità del territorio.
Strade appena asfaltate demolite pochi mesi dopo
Una situazione che richiama quanto accade sistematicamente sulle nostre strade: si asfaltano carreggiate appena rifatte per poi demolirle pochi mesi dopo con nuovi scavi per sottoservizi, linee elettriche o posa della fibra ottica.
Proprio al confine tra Biella e Candelo, ma nel territorio comunale di Biella, gli automobilisti potranno inoltre osservare quello che ormai da oltre due anni sembra essere diventato un elemento permanente del paesaggio urbano: due enormi bobine di cavo per la fibra ottica abbandonate a bordo strada. Un degrado tanto evidente quanto inspiegabile sul quale nessun funzionario comunale preposto alla manutenzione e al decoro delle strade ha mai ritenuto opportuno intervenire. Forse il neoassessore ai Lavori pubblici di Fratelli d’Italia, Luca Castagnetti, ha altro a cui pensare.
Sempre nella stessa zona le rotatorie di via Biella e di via per Candelo presentano da tempo segnaletica direzionale divelta e danneggiata, mentre l’illuminazione centrale delle rotatorie risulta costantemente spenta. Anche in questo caso il disinteresse dell’amministrazione comunale appare evidente.
Per la giunta le periferie valgono meno del centro
Infine ci preme ricordare che, a seguito di una nostra segnalazione di due anni fa, sono stati rimossi quasi tutti i vecchi cartelloni elettronici inutilizzati presenti sul territorio cittadino. Ne resta però ancora uno all’incrocio tra via Rigola e via Ivrea, nel quartiere Thes. Un particolare che conferma una sensazione sempre più diffusa tra i residenti ossia che per la Giunta comunale, guidata dal sindaco di Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, le periferie valgono meno del centro cittadino e possono quindi essere lasciate nell’abbandono e nel degrado.
Lavoratori e cittadini meritano manutenzione, sicurezza e programmazione, non improvvisazione, incuria e disagi
I lavoratori e i cittadini biellesi meritano manutenzione, sicurezza e programmazione, non improvvisazione, incuria e continui disagi scaricati sulle spalle della popolazione. Le infrastrutture pubbliche devono essere pianificate nell’interesse della collettività e non gestite con una logica emergenziale che finisce puntualmente per colpire chi ogni giorno lavora, studia e si sposta sul territorio. Concludiamo prendendo in prestito uno degli slogan con cui ANAS accompagna i propri comunicati: «Quando sei alla guida tutto può aspettare! Guida e Basta!». Un invito alla prudenza che condividiamo pienamente, perché la sicurezza stradale viene prima di tutto. Tuttavia ricordiamo ad ANAS che, se quando si guida tutto può aspettare, non dovrebbero invece essere costretti ad aspettare lavoratori, pendolari e cittadini bloccati per ore nel traffico a causa di lavori programmati senza un’adeguata pianificazione. La sicurezza è fondamentale ma lo è anche il rispetto del tempo delle persone. Un ente pubblico efficiente dovrebbe garantire entrambe le cose.
Per il PMLI Biella
Gabriele Urban
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Antonio L.
17 Giugno 2026 at 9:57
Beh le parole “ente pubblico” ed “efficiente” nella stessa frase sono un ossimoro!