Seguici su

AttualitàCossatese

«Non è facile integrarsi in Italia, ma io ce la metto tutta, sono determinata»

Elizabeth Garboza, classe 1977, è originaria di Lima, in Perù, città in cui si è laureata

Pubblicato

il

non è facile integrarsi in italia

«Non è facile integrarsi in Italia, ma io ce la metto tutta, sono determinata». Elizabeth Garboza, classe 1977, originaria del Perù, di Lima, città in cui si è laureata nel 2005 in Economia. Oggi si ritrova a studiare “Scienza dell’amministrazione” all’Università di Torino per ottenere il riconoscimento del proprio titolo.

«Non è facile integrarsi in Italia, ma io ce la metto tutta, sono determinata»

«Dopo la laurea a Lima, mi sono trasferita in Spagna, a Castellón, e ho lavorato come impiegata – spiega con accento spagnolo -. Avevo ottenuto l’equipollenza, l’omologazione della laurea. Ho fatto esperienza fino al 2010. Sono poi tornata a Lima fino al 2020 dove ho lavorato e ho vissuto la pandemia con mia mamma. Ho poi iniziato a studiare l’inglese. La mia professoressa Ebe era, ed è, italiana, di papà britannico. Completato il corso, mi ha insegnato anche l’italiano.

È stato così che ho conosciuto mio marito Claudio, di origini fiorentine e residente nel Biellese. È stata Ebe a presentarmelo, per fare conversazione. La nostra relazione è iniziata a distanza. Claudio è poi venuto a trovarmi a Lima e io sono venuta in Italia. Non avrei mai immaginato di tornare a vivere in Europa. Mi piace viaggiare, ma ero un po’ chiusa, poi mi sono innamorata di mio marito. Nel 2023 ci siamo sposati. Per me era una cosa incredibile. Adesso cerco lavoro, ma la gente non si fida. Ho bisogno di referenze, di un curriculum e non riesco a ottenere l’omologazione della mia laurea.

Poi un giorno Claudio mi ha detto: “Perché non ricominci dalla terza media?”. Avevo bisogno della certificazione della lingua italiana, del B2, serve sempre la carta. Così l’ho frequentata alla “Leonardo da Vinci” e sono uscita con 10 e lode. Mi sono divertita tanto. Ho capito molto dell’Italia». Ci mostra la licenza di terza media, che la fa sorridere, e ammette: «È graziosa».

Una vita in Italia

Sempre con il sorriso sulle labbra, Elizabeth si sta ricostruendo un percorso italiano, mentre la famiglia vive in Perù.

«Ho mamma e un fratello e mi mancano tanto – prosegue -. La mamma è stata in Italia per 20 giorni, poi è tornata a Lima. Non si trovava. Io invece sto bene, parlo con tutti, ma è difficile trovare lavoro. Per questo mi sono di nuovo iscritta all’Università. Bisogna conoscere il diritto italiano. Ho dato i primi esami: in economia politica ho ottenuto 28 su 30 e in diritto privato orale ho preso 24».

Sei portata per lo studio.

«No. Io non sono intelligente, sono testarda. Sono persistente. Faccio fatica, perché ho 49 anni e tornare sui libri a leggere termini giuridici non è facile. Per capire il senso, devo prima tradurre».

Parli bene l’italiano.

«Per forza – dice, sorridendo ancora -. Mio marito è italiano e devo capirlo. Vorrei trovare impiego nella mia materia di studio. Sono già stata chiamata, ma mi manca l’esperienza italiana. Io però sono ottimista, intanto finisco gli studi».

Come ti trovi nel Biellese?

«Quando ti adatti, parli e mangi come loro, ti accettano. Sono gentili, prima però devono conoscerti. Ho sempre pensato che dipende da me, devo capire la gente. Per questo continuo a studiare, devo essere più italiana di voi, per forza».

Sei anche molto solare.

«Sono contenta di questo e mio marito è uguale – conclude Elizabeth Garboza -. È la persona migliore che ho conosciuto nella mia vita. Bisogna essere positivi. La vita non è facile come ti aspetti. La gente subito non si fida, è normale. Ci vuole pazienza. Bisogna essere determinati. Mia mamma dice: “Quando inizi una cosa, finiscila. Tutto ciò che impari, serve”».

LEGGI ANCHE: L’avventura di Martina e Polly da sei anni in Australia

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

5 Commenti

1 Commento

  1. Sonia

    15 Marzo 2026 at 19:44

    mi spiace x la signora, ma l’ italia e gli italiani c’erano una volta, o almeno erano la maggioranza….da anni non e’ piu’ cosi’….strano che non se ne sia accorta…

    • steap63

      15 Marzo 2026 at 22:25

      Ma veramente gli stranieri in Italia sono poco più del 9%….. quindi forse è lei che non se n’è accorta

  2. Massimo

    15 Marzo 2026 at 20:47

    Ecco anche oggi la signora Sonia ha perso un occasione per tacere.

  3. paolo ceretti

    15 Marzo 2026 at 20:58

    ma dai per favore non esagerare!!! l’italia non è razzista e se a volte alcune persone italiane hanno atteggiamenti poco tolleranti o meglio diffidenti, è esattamente quello che accade in qualsiasi altro paese del mondo nei confronti di persone non autoctone! cerchiamo di essere obbiettivi e fare meno le vittime.

  4. Emerson

    16 Marzo 2026 at 0:21

    tutto il mondo è paese, ma un paese non è come tutto il mondo…..non bisogna rimanerci male, ogni stato ha la sua propria identità, culturale, religiosa, sociale…..non è razzismo, è che ogni persona , che si trasferisce per vivere in uno stato diverso dalla sua etnia, è più soggetto a vivere con un senso di angoscia e stress emotivo, ma non deve pensare di essere “mal visto” o odiato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *