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Mercato, il sindaco rassicura: «I parcheggi ci sono, ecco il nostro piano»

Per lo spostamento si punta su Esselunga, area all’incrocio di via Torino e zone blu che diventano gratis. Olivero: “Abbiamo fatto i conti e non ci saranno problemi”

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Mercato, il sindaco rassicura: «I parcheggi ci sono, ecco il nostro piano»

Mercato, il sindaco rassicura: «I parcheggi ci sono, ecco il nostro piano».

Mercato, il sindaco rassicura: «I parcheggi ci sono, ecco il nostro piano»

È sicuramente uno dei nodi che suscitano maggiore perplessità circa lo spostamento del mercato. I posti dei parcheggi. Ora il sindaco spiega la strategia legata al progetto.
Quanti ce ne sono attualmente e quanto sono distanti dalla piazza?
Inizialmente, in riferimento a piazza Falcone sono stati dati dei numeri ballerini e inattendibili, dichiarando ci fossero 1800 posti. Verificando, però, fino a viale Macallè, a 240 metri di distanza dal mercato, i posti sono 544. Aggiungendo quelli nuovi, a sud della piazza, arriviamo a 744. Nell’ultima interrogazione dell’opposizione mi è stato chiesto se fossi in grado di garantirne 1200 a 200 metri di distanza. Oggi si cercano solo motivazioni per mettere in difficoltà l’amministrazione.

Quali saranno i parcheggi?
Abbiamo previsto tre aree, in fase di definizione. Quello più immediato è sicuramente l’Esselunga, con cui il Comune ha stipulato una convenzione, che garantisce tra i 500 e i 600 posti a disposizione. Esselunga è, tra l’altro, stata già interpellata e il primo pensiero è stato che il presidio della zona favorirebbe una minor frequentazione da parte dei “soliti noti”. La seconda area a disposizione, per cui le interlocuzioni sono aperte, è la zona Bergomi (angolo tra via Torino e via Bertodano), a pagamento. La terza prevede la trasformazione di una serie di zone, grazie a un accordo con BiPark, con parcheggi bianchi: piazza Gaudenzio Sella, viale Matteotti e via Lamarmora; sarà probabile la presenza di un disco orario. Inoltre i due giorni di mercato in piazza Martiri saranno spostati in piazza Falcone, così da garantire lo stesso numero di cinque. Lo spostamento favorirà una maggior affluenza dei cittadini biellesi, che avranno la possibilità di avere la macchina forse a una distanza addirittura minore di quella in piazza Falcone.

Non la preoccupa che lo spostamento del mercato possa causare disagio tra i clienti che già frequentano via Italia?
Non bisogna pensare che ognuno di noi abbia una situazione necessariamente ottimale. Ma intorno al centro i posti ci sono e ci saranno.

Dove saranno parcheggiati i camion degli ambulanti?
Ci saranno i posti adibiti. È chiaro però che le auto private dei commercianti saranno parcheggiate nelle zone individuate per tutti.

Non la spaventa la chiusura di via Lamarmora per tre giorni alla settimana?
No. Il percorso studiato non comporta nessun disagio particolare. Quello attivato durante il mercatino europeo è stato ormai normalizzato come alternativo.
Ricordo che l’obiettivo non è lo spostamento del mercato, ma cercare di dare un futuro alla città e al suo centro, che sta morendo da anni, e da anni i biellesi lamentano la questione. Comprendiamo il timore, ma Biella non può vivere ulteriormente lunghissimi periodi di impoverimento cittadino: agire comporta modifiche urbanistiche importanti, comporta incertezza. Ma l’immobilismo che c’è stato finora ha portato alla situazione difficile che stiamo vivendo. Lo spostamento rappresenta un’ambizione più ampia, mi sento di dire più alta. Noi vogliamo provarci: siamo convinti sia la scelta giusta.

Referendum consultivo. Sì o no?
Possono proporlo? Sì. Vincono? No. Ci sono state sempre scelte che hanno comportato un dibattito molto acceso. A livello consiliare ci sono stati anche scontri animati, ma una regola è sempre stata seguita: cioè che le amministrazioni hanno il dovere di seguire le linee programmatiche. Il cittadino, poi, può contestare con tutti i mezzi fornitigli. L’amministrazione, tanto, sarà comunque valutata alla fine del mandato. Personalmente, vorrei essere giudicato per quello che ho fatto e non per quello che non ho fatto.
Alessia Fazzari

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