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“M come Matteotti”: il comitato chiede dimissioni di Delmastro

Il gruppo chiede le dimissioni anche di Zappalà, Franceschini e Chiorino.

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Il Comitato “M come Matteotti” non può e non vuole restare in silenzio di fronte all’inquietante scenario che sta emergendo dalle recenti cronache giudiziarie. Le notizie riguardanti presunti intrecci tra esponenti di spicco di Fratelli d’Italia e figure riconducibili a prestanome della famiglia camorrista dei Senese delineano un quadro degradante per le istituzioni che rappresentano il nostro territorio e il Paese intero.

Il richiamo a Giacomo Matteotti, che portiamo nel nome, non è un vezzo estetico, ma un impegno morale: egli morì per denunciare il malaffare e l’arroganza di un potere che si credeva impunibile. Oggi, con lo stesso spirito di intransigenza etica, avvertiamo un profondo senso di allarme per la dignità della politica, calpestata da relazioni opache che colpiscono il cuore del Biellese e della Regione Piemonte.

Per queste ragioni, il Comitato chiede ufficialmente le dimissioni immediate di:

  • Cristiano Franceschini e Amedeo Paraggio, Assessori del Comune di Biella;

  • Elena Chiorino, Vice Presidente della Regione Piemonte;

  • Davide Zappalà, Consigliere regionale del Piemonte

  • Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato alla Giustizia.

Il segnale del Referendum: i cittadini sono stanchi

L’arroganza di chi gestisce la cosa pubblica come un feudo privato ha ricevuto recentemente una risposta netta e inequivocabile. Il risultato del referendum ha parlato chiaro: il Paese ha espresso una profonda insofferenza verso un modo di fare politica distante dai bisogni reali e troppo vicino a logiche di potere autoreferenziali. I cittadini non sono più disposti a tollerare chi, anziché onorare il mandato ricevuto, si ritrova coinvolto in “affari” che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico.

Una questione di responsabilità

Non spetta a noi emettere sentenze penali, ma il giudizio politico e morale è già scritto. Il solo fatto che i vertici locali e nazionali del partito di governo siano accostati a dinamiche criminali di stampo mafioso rende la loro permanenza in carica incompatibile con l’onore delle istituzioni.

La politica deve servire il bene comune, non prestarsi a fare da sponda a interessi criminali. Biella e il Piemonte meritano trasparenza, non ombre legate alla camorra. Chiediamo che i soggetti coinvolti facciano un passo indietro: lo devono a un elettorato che ha già dimostrato di non voler più accettare questa deriva.

Il Comitato “M come Matteotti”

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