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Luciano Angeleri, un ragazzino di 85 anni

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Luciano Angeleri

Luciano Angeleri, un ragazzino di 85 anni

Un cantautore, oltre che musicista e pittore. Luciano Angeleri, vercellese e biellese d’adozione, quest’anno compirà 85 primavere tra successi e grandi soddisfazioni.

Iniziò a proporsi come cantante nel 1963 fondando il gruppo beat The Sleepings con Ivano Ravasino al basso e Domenico Catricalà (Mimmo) alla batteria. Con cui debuttò incidendo un 45 giri nel 1965 e un altro l’anno successivo. Dopo quasi un decennio trascorso su e giù dai palchi arrivò la svolta: due importanti partecipazioni: al Festivalbar nel 1973 con il brano “Lui e lei” e a Un disco per l’estate l’anno successivo con “Lisà-Lisà”.

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«Quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nel, mondo della musica – racconta Angeleri – avevo circa 25 anni. Erano tempi molto diversi da quelli attuali. Avevo imparato a suonare la chitarra da autodidatta. A Vercelli c’era il bar Garibaldi. Nei fine settimana si suonava fino all’alba; quella sì che era vita».

Poi il lancio. Erano gli inizi degli anni ‘70 quando producesti il tuo primo singolo giusto?

Si. Correva l’anno 1973 quando uscì il mio primo 45 giri. Era intitolato “Lui e lei”. Fu l’anno in cui mi sposai la prima volta. Quella canzone riscosse un grande successo nel panorama musicale italiano. Occupò per molto tempo la classifica di Sorrisi e Canzoni Tv. A dire di Red Ronnie restò in vetta per più tempo di “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni. Fui invitato parecchie volte a Domenica In; lo sai che mi stai facendo venire la malinconia?

Hai scritto un brano portato all’Ariston cantato davanti a milioni di telespettatori, è stato l’asso nella manica?

Direi di no, ho sempre cercato di dar il meglio di me senza estrarre l’asso nella manica. La canzone cantata al Festival di Sanremo era intitolata “Follow me” cantata da Carmen e Thompson presenti sul palco dei fiori come ospiti. Diciamo che le mie soddisfazioni me le sono tolte, ho conosciuto la maggior parte dei cantanti italiani, Fabrizio De Andrè ad esempio venne a mangiare la panissa di mia mamma.

Oltre alla musica arrivò poi l’arte figurativa. Tu dipingi, realizzi sculture, ceramiche, insomma, un artista a 360 gradi

L’arte è la mia compagna di vita. Ho realizzato centinaia di opere, vendute in giro per tutto il mondo. Nel mentre con Cristina, la mia seconda moglie, nel 1986 aprimmo il locale L’Orso Poeta. Andammo avanti per ben 35 anni.

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1 Commento

1 Commento

  1. Eugenio Guerretta

    28 Marzo 2026 at 10:13

    ….da vecchio non vorrei mai essere così

    ….che il Signore Gesù abbia misericordia….

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