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La scuola, tre figli e… una gara da 120 km. È la “mamma volante” Valentina Vineis

La 38enne biellese ha realizzato il sogno di correre la Lavaredo Ultra Trail. «Per arrivarci servono costanza, allenamento e la convinzione che se vuoi, puoi»

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Valentina Vineis

Valentina Vineis, mamma, insegnante, ma anche sportiva: ha da poco corso la Lavaredo Ultra Trail, una delle più importanti gare di trail, lunga ben 120 chilometri. Ma come fa a fare tutto? A spiegarlo è la stessa 38enne biellese.

Valentina Vineis, la “mamma volante”

«Sono una persona normalissima, – racconta Vineis – ho 38 anni e ho una grandissima passione per la corsa, sono mamma di Rebecca di 6 anni, Ginevra appena 4 e Tommaso che ha 1 anno. Ho un compagno, Massimo, che mi aiuta davvero tanto, nel guardare i bambini, nelle faccende, durante il percorso mi ha sostenuta, fa tanti sacrifici per me. Inoltre lavoro, insegno Diritto ed Economia al liceo Avogadro di Biella. Pratico Trail, corro per La Vetta Running, in particolare faccio lunghe distanze».

Cos’è il trail? Com’è nata la passione per questo sport?
Sono gare o percorsi su strade sterrate di bosco o di montagna, possono essere più o meno tecnici, più o meno difficili e hanno diversi livelli di difficoltà, più sali di quota, più diventa difficile. Io ho sempre corso, facevo atletica fin da ragazzina. Poi dopo l’università ho abbandonato questo mondo. Con la nascita della mia prima figlia sono tornata a correre. Ho iniziato su questi percorsi sterrati e ho visto che mi piaceva. Un passo alla volta, nel 2020 ho iniziato con distanze molto brevi: 15 chilometri poi sono passata a 30 poi per un po’ di anni sono stata ferma a distanze di 50 km e adesso ho voluto provare a lanciarmi sulle lunghe distanze. Ho avuto diversi stop per le maternità, negli ultimi 4 anni ho avuto altri 2 bimbi, sono stata ferma, ho praticato altri sport come camminate e nuoto però non ho corso.

E adesso la Lavaredo Ultra Trail da 120 chilometri…
È stata una gara che ho sognato per tanti anni, da quando per la prima volta ho corso la Lavaredo 50 km, la sera ero andata a Cortina a vedere la Lavaredo Ultra Trail 120 km e quando ho visto la partenza ho detto “questa gara è davvero qualcosa di emozionante, una volta nella vita devo riuscire a correrla”. Partecipare a questa gara non è semplice perché devi avere una serie di requisiti: devi aver corso almeno una gara lunga oltre 50 km, in più va a estrazione. A settembre ho provato il sorteggio e ho visto che mi avevano presa. Ero molto preoccupata perché io a settembre dello scorso anno, in post maternità, ero arrivata a riprendere a correre una distanza di 15 km però quando ho visto che ero stata estratta ho detto “è un’occasione che non posso perdere”. È stata una gara che ha richiesto tantissimo sacrificio, allenamento, tanta preparazione e sono molto contenta del risultato.

Com’è andata la gara?
L’ho gestita molto bene, non sono stata male, non ho avuto crampi, problemi di stomaco, problemi psicologici che sono comuni perché quando la stanchezza si fa sentire capita che ti lasci prendere dalle emozioni negative. Sono molto contenta perché nonostante facesse molto caldo è stata una gara che ho saputo gestire davvero bene idratandomi, mangiando bene a tutti i ristori. Per me questa gara è stata un viaggio che sono riuscita a godermi dall’inizio alla fine. È una competizione molto sentita, c’è molto tifo.

Hai un preparatore che ti aiuta durante gli allenamenti?
No, non ho un preparatore perché, con famiglia e lavoro che sono le mie priorità, non riuscirei a rispettare le tabelle. Per la preparazione della gara devo dire tante grazie a un mio carissimo amico, Mario Zanchetta, mi ha aiutato negli allenamenti su distanze lunghe. Per arrivare a fare 120 km la domenica mattina, il sabato mattina o quando puoi devi uscire a fare 30 km, 40 km e ci vuole tanta forza di volontà, questo mio amico mi ha supportato e mi ha aiutato tantissimo nel preparare questa gara. Un ringraziamento speciale va anche ad Alessia Arbore perché lei mi ha aiutata e mi ha sostenuta, durante la competizione è stata un supporto fondamentale.

Com’è possibile conciliare l’essere mamma di 3 figli e il lavoro con lo sport?
È un bell’impegno, ma mi aiuta, io corro quasi tutti i giorni, è un momento per me in cui scarico, mi libero la mente, mi rilasso, mentre c’è gente che va alla SPA, io mi rilasso andando a correre: è qualcosa che mi piace molto fare, mi aiuta a rilassarmi, mi aiuta a sentirmi bene, se non vado non sto bene.

Questo sport richiede molto sacrificio, in cambio quali soddisfazioni ti regala?
Non competo a livelli altissimi, non sono un’atleta professionista, ma questo sport mi dà comunque grandi soddisfazioni. Riuscire a conquistare qualche podio è stato sicuramente un gran traguardo. Quello che mi piace in queste gare è che ho tanto tempo per per riflettere, per pensare, sono momenti che dedico a me. Sono cresciuta a Biella, conosco molto bene le montagne biellesi che sono un po’ i miei campi di allenamento

Sei sicuramente un esempio, c’è un messaggio che vorresti lasciare ai nostri lettori?
Durante la Lavaredo ho notato una pietra su cui c’era uno striscione con scritto “se vuoi puoi” e l’ho sentito mio. Se vuoi fare qualcosa, ottenere qualcosa, con grande fatica puoi farcela. Basta essere molto determinati e costanti.

Luca Neggia

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