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La Sacal prosegue con i licenziamenti

Nessun futuro per gli 86 dipendenti ancora presenti nell’azienda di Carisio

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La Sacal prosegue con i licenziamenti

La Sacal prosegue con i licenziamenti

L’azienda di Carisio, che si trova proprio all’entrata dell’autostrada, ha inviato alla Regione la comunicazione la comunicazione del mancato accordo con i sindacati.

I sindacati avevano chiesto all’azienda di attivare gli ammortizzatori sociali. Ma la società ha deciso che la produzione si fermerà. E così per gli 86 dipendenti scatterà il licenziamento.

Apertura di un tavolo

I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo, per una crisi che si presume necessiterà di essere trattata almeno a livello regionale. Nel frattempo – sostengono – ci vorranno ammortizzatori sociali per traghettare i lavoratori fuori dal guado. “Useremo tutti i giorni a disposizione per farlo”, preannunciano ai lavoratori in assemblea.

La fonderia, che ha spento i forni già l’estate scorsa, mettendo i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, è una delle tante vittime della crisi dell’automotive che si sta abbattendo sulle industrie piemontesi. Nessuno immaginava, però, che si potesse arrivare a una decisione così drastica come la cessazione della produzione e la chiusura dello stabilimento che proprio quest’anno compie 50 anni di attivi

La crisi della Sacal è l’ennesima nel settore dell’automotive. Anche se qui l‘alluminio da riciclare non arrivava solo da rottami d’auto.

Molti dipendenti sono a un passo dalle pensione e a oltre cinquant’anni si troveranno a cercare un altro lavoro. Una cosa non così scontata in questo periodo di difficoltà economica.

LEGGI ANCHE: Il caso Sacal di Carisio in Regione

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