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Interrogatorio fiume per Mauro Bortoluzzi, per 5 ore ha risposto alle domande del magistrato

Il private banker arrestato quattro mesi fa venerdì è comparso davanti al sostituto procuratore Sarah Cacciaguerra

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BIELLA – E’ stato un interrogatorio fiume quello al quale venerdì mattina scorso si è sottoposto Mauro Bortoluzzi (nella foto), il private banker biellese accusato di aver sottratto quasi dieci milioni dai conti di alcuni clienti di Banca Sella a lui affidati.

Alle 9,30 l’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Ruffier, è comparso davanti al sostituto procuratore Sarah Cacciaguerra e ai finanzieri che hanno condotto l’indagine per rispondere alle domande del magistrato. L’interrogatorio si è protratto per diverse ore e si è concluso alle 14.

«Abbiamo cercato di chiarire in maniera minuziosa e analitica la nostra posizione per quanto riguarda tutti i capi d’imputazione – spiega il difensore -, oltre ai rapporti che intercorrevano tra il mio assistito e i clienti».

Al di là di alcune responsabilità per le quali già nei mesi scorsi era stata espressa la volontà di provvedere a un risarcimento, la difesa ha controbattuto a diverse delle accuse che vengono mosse a Bortoluzzi, in particolare quella di circonvenzione d’incapace ai danni di un’anziana cliente, al centro dell’indagine.

«Abbiamo fatto presente – commenta a questo proposito Ruffier – che il mio assistito da questo punto di vista ha sempre agito correttamente e che quelle operazioni erano state tutte autorizzate dalla signora, nella pienezza delle sue facoltà mentali».

Nel corso dell’interrogatorio è poi stato affrontato anche il rapporto con la banca, dalla quale è partita la denuncia.

Al termine dell’incontro con il magistrato Bortoluzzi ha fatto ritorno nella casa circondariale di viale dei Tigli, dove tuttora si trova recluso. Al momento non è ancora stata presentata un’istanza per l’ottenimento dei domiciliari, ma verosimilmente succederà nel futuro prossimo.

L’ultima richiesta di questo genere non era andata a buon fine. Il Tribunale del Riesame aveva infatti respinto l’istanza presentata dall’avvocato Enrico Tardy, che all’epoca assistiva il biellese. Il collegio composto da tre giudici torinesi aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Biella ed eseguita a metà aprile dalla guardia di finanza. La speranza della difesa è che ora, alla luce della volontà di collaborare senza nascondere nulla, il quadro possa cambiare e che per il 46enne possa aprirsi la possibilità di una misura cautelare più “soft”.

Nel frattempo il procedimento avanza. Un’altra tappa importante sarà quella del prossimo 7 settembre, giorno entro il quale saranno depositate le relazioni dei periti a proposito della capacità di intendere e di volere di una delle presunte vittime del 46enne. Pochi giorni più tardi, il 15 settembre, è poi in programma l’audizione del consulente nominato dal giudice Arianna Pisano.
Accertare se la donna fosse o meno capace di intendere e di volere sarà un aspetto fondamentale, almeno per quanto riguarda l’accusa di circonvenzione di incapace mossa contro Bortoluzzi.

Sono pesanti i reati per i quali è stato indagato dalla Procura e dalla guardia di finanza in seguito ai controlli e alla denuncia presentata da Banca Sella nei suoi confronti. Si va dall’appropriazione indebita alla circonvenzione di incapace, appunto, passando per il furto pluriaggravato, il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Stando a quanto ricostruito nel corso dell’indagine dalle fiamme gialle, coordinate dal procuratore capo Teresa Angela Camelio e dal sostituto procuratore Sarah Cacciaguerra, l’uomo avrebbe fatto sparire ingenti somme di denaro da conti correnti e conti titoli di una decina di facoltosi clienti dei quali si occupava, attraverso operazioni contabili mai autorizzate dai clienti. Le cifre contestate complessivamente sfiorano quasi i dieci milioni di euro. Per questa ragione la Finanza, contestualmente all’arresto, ha proceduto al sequestro di beni mobili e immobili – appartenenti a lui, alla compagna e agli altri due indagati – per un valore quasi corrispondente.

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