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Impariamo a riconoscere le erbette dei nostri prati e come cucinarle
Ritorno ai tempi antichi
Scrive Luigi Vaglio nel suo bellissimo libro “ Il tesoro segreto dei prati” (2012 – www.anticaquercia.com). “Un tempo le conoscenze sulle erbe erano trasmesse semplicemente con l’esempio e con la pratica. Tutti conoscevano ed accoglievano lietamente questo primo dono della bella stagione, poiché va ricordato che la quasi totalità delle erbette selvatiche risultano commestibili solo nella loro fase di germoglio primaverile. I bambini seguivano nonni e genitori nei campi, osservavano ed imparavano.
“Imparavano giocando… a far scoppiettare i buffi palloncini della silene, o a far volar via con un soffio i piumosi semi volanti del tarassaco d’estate. In primavera si staccava il fiore della primula dal suo talamo per leccarne la minuta gocciolina mielosa sul fondo, e poi per farla suonare come una minuscola trombetta. O si cercavano gli steli succosi, teneri ed asprigni dell’acetosella”.
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Oggi, purtroppo, non e’ più così. Proviamo allora, sempre con l’aiuto del libro di Vaglio, a fare una piccola guida delle erbette più diffuse nel Biellese.
- Cicoria
- Cicoria fiorita
SICÒRIA DIJ PRA
Dente di leone – Taraxacum officinale
Questa pianta viene utilizzata in tutte le sue parti. La radice può essere grattugiata cruda nelle insalate o bollita, ed eliminata l’acqua amara, si consuma a piacere; tostata è usata al posto del caffè. Le foglie tenere ed i germogli sono fra le più apprezzate insalate primaverili, condite e miscelate in cento modi. Durante tutto l’anno le foglie bollite sole o miscelate con altre erbe sono ottime per frittate o ripieni vari. I fiori forniscono marmellate o sciroppi dal gusto di miele. Le proprietà multivitaminiche, toniche per il fegato e diuretiche sono state riconosciute dalla scienza moderna.
- Piattello
- Piattello fiorito
PIASCEU, PIATASCEU
Piattello – Hipochoeris glabra
Le caratteristiche foglie appiattite sul terreno, la rendono facilmente riconoscibile. Le stesse, sono ottime crude in insalata, nella prima stagione primaverile o nel tardo autunno, poichè nel pieno della vegetazione assumono un gusto spiccatamente amarognolo, e a quel punto è preferibile mescolare con altre erbe. Si trovano dalla pianura alla montagna.
- Primula
- Primula fiorita
PRIMOLA
Primula – Primula vulgaris
Chi non conosce questa prima fioritura primaverile, da cui deriva propriamente il nome. Foglie e fiori teneri sono usati per insalate,frittate e misti d’erbe. Non ha grandi proprietà medicamentose pur essendo considerata discreta diuretica, espettorante, sudorifera e lassativa.
- Vedovina
- Vedovina fiorita
TARTAJON
Vedovina=scabiòsa – Knautia arvensis
Da raccogliere prima che si formi il fusto fiorifero. Ottima per contorni misti e per minestre e zuppe miste. Si trova facilmente anche nei prati aridi oltre che nei concimati. Ha effetti depurativi ed espettoranti.
- Violetta
- Violetta fiorita
VIOLËTE
Mammole – Viola odorata
Le piccole e profumatissime mammole,fra i fiori più comuni in tutti gli ambienti ecologici,sono sottostimati dal punto di vista mangereccio, essendo ottimi, foglie e fiori, per usi gastronomici, che vanno dalle minestre ai contorni, alle insalate e, volendo, a marmellate, sciroppi e gelati. Contengono acido salicilico. Un consumo esagerato di fiori può avere effetti lassativi.
- Bubbola
- Bubbola fiorita
VERZÒLE
Bubbola, bubbolino – Silene inflata
Si usano esclusivamente i giovani germogli primaverili, dal caratteristico colore argentato e scricchiolanti se schiacciati fra le dita. Ottimi cotti come contorno,da soli, in frittate o ripieni,o nel misto d’erbe. Contiene vitamina C. Curiosi i fiori cartacei a forma di piccola otre, che scoppiettano se shiacciati fra le dita.(s-ciopët).
- Meloncello
- Meloncello fiorito
SCALËTA
Meloncello – Sanguisorba minor
Erba di cui vanno raccolte solo i germogli e le foglie tenere, che sanno vagamente di cetriolo, perché poi diventano velocemente amare e coriacee. Buone in insalata miste con cicoria o cotte nel misto d’erbe. Indicate come cicatrizzanti ed emostatiche per contatto, da cui il nome scientifico di Sanguisorba.
- Acetosa
- Acetosa fiorita
PANCHUCH
Acetosa – Rumex acetosa
Il nome stesso, acetosa,indica il sapore. A parte il succhiare i germogli freschi, che si faceva da ragazzi per i prati, è normalmente usato per condire frittate, pietanze un po’ grasse e naturalmente in insalate. Sconsigliabile a chi ha tendenze alle calcolosi per l’alto contenuto di ossalati.
- Ortica
- Ortica fiorita
ORTÍA
Ortica – Urtica dioica
L’ortica, universalmente conosciuta ovunque ci sia insediamento umano,e perché …morde, in cucina è un’erba che si presta ad infinite variazioni culinarie e medicamentose,che non mi dilungherò ad elencare.In frittata, o con malva, bërcoj e capperi uso spinaci, o infine nel mitico misto d’erbe sono i tre modi migliori di cuocerle. Sono utilissime come mangime animale e come disinfestante, in macerazione, per le culture orticole.
- Piantaggine
- Piantaggine fiorita
LENGUE ‘D GAT
Piantaggine minore – Plantago lanceolata
Si trovano facilmente nei prati concimati e sui bordi di strade e sentieri. Le foglie tenere si possono unire alle insalate, per fare frittate e naturalmente nella zuppa mista. Sono considerate come buon antinfiammatorio, stropicciate sulle punture d’insetti, ed in infusione contro le congiuntiviti. I semi portati da alte spighe sono buon mangime per canarini ed altri uccellini granivori.
- Crescione
- Crescione fiorito
CARSON
Crescione di fonte – Nasturtium officinale
Pregiatissimo da mangiare crudo in insalata, solo con uova sode,oppure in misto con altre insalate primaverili,per il gusto leggermente piccante. Cotto diviene di gusto abbastanza insignificante. È considerato una buona fonte di jodio, notoriamente scarso negli altri alimenti di montagna. Evitare la raccolta, o perlomeno lavare a fondo, quando cresce nei ruscelli frequentati od a contatto con animali pascolanti, per il pericolo di inquinamento da distomatosi parassitaria.
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