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Il voto per la Madonna Nera non è passato, è presente

La Processione della città di Biella a Oropa

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Si è svolta oggi la tradizionale Processione della Città di Biella al Santuario di Oropa

Il voto per la Madonna Nera non è passato, è presente

Si è svolta oggi la tradizionale Processione della Città di Biella al Santuario di Oropa, uno degli appuntamenti più significativi per la comunità biellese, che ogni anno rinnova il voto pronunciato nel 1599.

Al termine della Processione, è stata celebrata la Santa Messa presieduta dal Vescovo Mons. Roberto Farinella, che nella sua omelia ha richiamato il significato attuale del gesto: «Il nostro pellegrinaggio nasce da un voto, da una parola data nei giorni difficili… Quel voto del 1599 non è passato: è presente. Non è memoria, è responsabilità».

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Mons. Farinella ha sottolineato come il pellegrinaggio rappresenti un’esperienza concreta di fede condivisa: «Camminare insieme, all’alba, nella fatica e nel silenzio: questa è la fede. Non comoda, non individuale». Un invito, dunque, a rendere vivo il voto nella quotidianità: «Il voto viene adempiuto quando diventa vita: pace cercata, bene condiviso, attenzione a chi è solo».

Il cuore della città ai piedi della Madonna

Durante la celebrazione, il sindaco Marzio Olivero ha deposto il “Cuore della Città di Biella” ai piedi della Madonna Nera, alla presenza delle autorità cittadine. Il Rettore del Santuario, don Michele Berchi, ha evidenziato la laicità del gesto: «È la Città di Biella in quanto tale… a compiere quel gesto… una città fatta da credenti e non credenti… Che la città di Biella offra il proprio cuore alla Madonna di Oropa non è solo un gesto di fede… ma è anche un gesto che ricorda che l’accoglienza, la solidarietà, la gratuità, il valore inestimabile di ogni persona, l’attenzione ai più poveri e più sfortunati… sono i valori che la nostra storia ci consegna, una storia che ha come origine proprio il Figlio di Maria di Nazaret, che da secoli, nel nostro territorio, è venerata come la Regina del Biellese».

Un gesto che va oltre la dimensione religiosa: «È un gesto di una grande forza e di grande significato… perché riconosce che è proprio dal cristianesimo che nascono quei valori su cui è possibile costruire una vera società laica e multiculturale». Questo intreccio armonioso tra fede e laicità trova proprio a Oropa una delle sue espressioni più autentiche e riconoscibili: un equilibrio che costituisce il DNA stesso del Santuario e che la comunità è chiamata a custodire e rinnovare nel tempo, anche attraverso gesti significativi e condivisi come il pellegrinaggio della Città.
La mattinata è proseguita con un momento particolarmente significativo per la vita culturale del Santuario: l’intitolazione della sala della Biblioteca Storica al Comm. Mario Coda, figura di riferimento per Oropa.

Il ricordo di Mario Coda

Nel suo intervento, l’Amministratore Delegato Giancarlo Macchetto ha ricordato il contributo umano e culturale di Coda: «Per molti anni Mario è stato bibliotecario onorario, dopo una lunga e preziosa presenza nel Consiglio di Amministrazione del Santuario. Ha servito queste istituzioni con una dedizione che non era solo competenza, ma autentico amore per la storia, per i libri e per la memoria di questo luogo. Per me, questa intitolazione ha anche un significato personale. Con Mario abbiamo condiviso oltre trent’anni di amicizia… Dedicargli questa sala significa riconoscere ciò che ha dato: un esempio di servizio, di rigore, di gentilezza e di fedeltà. Che questo spazio possa ricordare a tutti noi la sua presenza discreta ma luminosa, e possa ispirare chi verrà dopo di noi a custodire Oropa con lo stesso spirito».

L’intitolazione rappresenta un gesto di riconoscenza verso una figura che, con la sua competenza e generosità, ha accompagnato negli anni numerosi giovani, studiosi e ricercatori nei loro percorsi di studio e approfondimento su Oropa, diventando un punto di riferimento insostituibile per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione della storia e della cultura del Santuario.

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