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“Il sindaco non può rinunciare al proprio compenso”

Presa di posizione dell’Uncem dopo quanto stabilito dalla Corte dei Conti.

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Biella, in un anno il costo della vita è salito di 307 euro

“È piuttosto soprendente la risposta della Corte dei Conti al Sindaco di Triora, e di fatto a decine di altri Sindaci di piccoli Comuni italiani, che impedisce al primo cittadino di rinunciare al compenso per lasciarlo nelle casse del Comune. A fronte di tagli per miliardi di euro negli ultimi dieci anni a carico di Comuni, il Sindaco lascia il suo compenso a disposizione. Lo fanno moltissimi altri. La Corte dei Conti rileva che la cifra per pagare i Sindaci arriva direttamente dal Ministero dell’Interno. In realtà solo una parte del fondo arriva dal Viminale, e senza peraltro grande puntualità. I Comuni fanno loro fronte ad aumenti di compensi dei Dipendenti e per i Sindaci, per i quali l’indennità è aumentata giustamente per legge tre anni fa, arriva un piccolo fondo statale. Il resto è a carico del Comune. Uncem ha sempre chiesto ai Sindaci di non rinunciare al compenso. Per efficacia e dignità del loro ruolo. Ma se un primo cittadino rinuncia, deve avere la possibilità di farlo. Vietarlo, perché i fondi arrivano dallo Stato, è sorprendente, molto lontano dalle invocate bellissime Autonomie dal centro”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

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