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Il piccolo eroe Gabriele sta meglio: «Il trapianto potrebbe non essere l’unica strada percorribile»

Una notizia straordinaria e inaspettata

Il piccolo eroe Gabriele sta meglio: «Il trapianto potrebbe non essere l’unica strada percorribile»

Il piccolo eroe Gabriele sta meglio. Questa è la straordinaria notizia che tutti stavano aspettando da mesi. Il trapianto di midollo osseo da donatore compatibile, per il quale si era mobilitato anche il Biellese nelle scorse settimane, potrebbe non essere l’unica strada percorribile per la guarigione del bimbo, 20 mesi, affetto da una malattia rarissima denominata SIFD.
A comunicarlo, con la felicità di chi non ha mai perso la speranza che prima o poi il grande giorno sarebbe arrivato, è la mamma Filomena Rinaldi. «Le terapie stanno dando risultati inaspettati – commenta – Proprio per questo motivo i medici hanno deciso di continuare con le stesse cure per almeno altri sei mesi e rivalutare più avanti la decisione di sottoporre Gabry al trapianto di midollo osseo. Se tutto andrà come sperato, a partire da settembre si potrebbe anche pensare di portarlo qualche mattina all’asilo. Adesso però ci godiamo il momento e questa indescrivibile soddisfazione».
Ma non è tutto. «Da giovedì stiamo respirando un senso di libertà che non ha prezzo. A Gabry è stato infatti rimosso il catetere venoso centrale (Cvc) – continua mamma Filomena – Questo rappresenta un bel traguardo raggiunto, che gli consente di rinfrescarsi anche con un semplice bagnetto, di fare fisioterapia in piscina, gli evita bruciature sulla pelle, l’uso di creme cortisoniche e permette a tutti noi di coccolarlo in tranquillità, senza il timore di potergli fare del male. Una gioia impensabile fino a poche ore fa».
«L’idea che si possa essere aperta per Gabry una strada alternativa a quella del trapianto, però, non ci fermerà nella nostra ricerca – conclude – Da un lato perché non è escluso che un domani la rivalutazione possa portare nuovamente in quella direzione, dall’altro perché in tutti questi mesi di ospedale ci siamo scontrati con il dolore ed abbiamo conosciuto tanti piccoli eroi che continuano la loro corsa contro il tempo nella speranza di trovare il proprio gemello genetico».

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