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Il “massacro” di cento grandi alberi

Il delegato provinciale della Lega italiana per la protezione degli uccelli Giuseppe Ranghino è arrabbiato tanto da utilizzare il termine di “ massacro”. Lo si capisce anche dai termini con i quali attacca l’amministrazione comunale di Trivero per la decisione di tagliare decine e decine di piante di alto fusto lungo la strada che da Ponzone sale a Soprana.

Il delegato provinciale della Lega italiana per la protezione degli uccelli Giuseppe Ranghino è arrabbiato tanto da utilizzare il termine di “ massacro”. Lo si capisce anche dai termini con i quali attacca l’amministrazione comunale di Trivero per la decisione di tagliare decine e decine di piante di alto fusto lungo la strada che da Ponzone sale a Soprana.

Il delegato provinciale della Lega italiana per la protezione degli uccelli Giuseppe Ranghino è arrabbiato tanto da utilizzare il termine di “ massacro”. Lo si capisce anche dai termini con i quali attacca l’amministrazione comunale di Trivero per la decisione di tagliare decine e decine di piante di alto fusto lungo la strada che da Ponzone sale a Soprana. «Sono iniziate e concluse – scrive il delegato dell’associazione ambientalista – le operazioni di abbattimento di numerosi alberi imponenti (più di 73) a Ponzone, una bella spianata, eseguita dopo l’intervento effettuato lo scorso anno  quando furono eliminati circa 35 alberi per rendere sicura la strada. Un gran bel lavorone: ormai gli alberi sono diventati utili solamente per la legna usata in diversi modi».

La pubblica denuncia dell’esponente ambientalista continua: «E’ finita l’epoca in cui l’albero aveva la sua funzione: era un filtro naturale contro gli inquinanti. Ormai le auto, molto presto, saranno tutte Euro 6. I prodotti usati in agricoltura non richiedono barriere vegetali protettive; ormai vengono impiegati solamente prodotti biologici. Forse erano utili un tempo, quando avevamo fabbriche inquinanti, ma ora sono quasi tutte chiuse. Anche il nostro concetto di verde è cambiato. La medicina e la ricerca hanno fatto passi da gigante, sono ridimensionati i casi di tumori specialmente ai polmoni. Perchè rischiare? Gli alberi sono sempre più invasivi e pericolosi, occupano le montagne un tempo a pascolo, sono solo rifugio per l’avifauna».

«Giusto – conclude Ranghino – il buon sindaco di Trivero, preoccupato per l’incolumità dei cittadini, con estrema bravura e rapidità in un battibaleno ha provveduto con ordinanza a completare l’opera iniziata lo scorso anno. Così più di cento alberi avevano trovato dimora lungo la collina dove passa la strada Ponzone-Cimitero-Soprana, hanno lasciato il posto ad una bella spianata».

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