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I paladini del commercio al dettaglio

La rubrica “Sale & Pepe” di Luigi Apicella.

BIELLA – Cari amici, “zone rosse per teee” canterebbe uno dei miti della mia generazione, il grande Massimo Ranieri se mai volesse mettere un pizzico della sua ironia a commento di questa incredibile vicenda del virus che ha diviso, di fatto, l’Italia in tante regioni colorate differenti una dall’altra. Ma di voglia di cantare, anche dai balconi, questo giro non c’è traccia.

Garibaldi ha unito l’Italia, il Covid l’ha nuovamente divisa, leggeremo sui libri di storia con buona pace di Conte che non è Camillo Benso (conte appunto) di Cavour, ma l’attuale premier che certo ha il suo bel da fare nel tenere insieme pentole e coperchi (scusate la deformazione professionale) nell’italico stivale. Bene ha fatto la presidente del Senato Casellati a ricordare che uniti si vince, che oggi tutti dobbiamo lottare insieme per un obiettivo comune, che senza salute non c’è lavoro. E lo dico da imprenditore “al fronte”, come tanti altri qui a Biella.

Sia chiaro: con il contributo di prima e con i “ristori” di oggi non si risolverà il problema, avremmo realmente bisogno almeno di “un semestre bianco” come la farina in cui poter respirare e capire come riorganizzarci in vista del futuro. Se mai ci riusciremo… Invece, con le serrande abbassate e con il rischio concreto di povertà per molte famiglie, arrivano da pagare contributi INPS, le rateazioni contributi Covid per il mancato pagamento dei mesi scorsi che non sono state bloccate, l’INAIL, e chi più ne ha più ne metta. Se questo non è il cane che si morde la coda poco ci manca. Per questo, a fronte di queste situazioni, quella politica che va in TV e dice, ad esempio, che il reddito di cittadinanza andrebbe spostato su famiglie e imprese non fa il suo mestiere, perché alimenta una volta di più quello che rischia di diventare uno scontro sociale del tutti contro tutti.

Le imprese, con i soldi del reddito di cittadinanza, dove dovrebbero investire? Cosa dovrebbero fare? Se non si risolve il problema sanitario non si va da nessuna parte. La politica allora, in questa fase sarebbe meglio parlasse poco perché è molto facile farlo con “il Covid” degli altri”… Allora vista la situazione lasciamo il reddito di cittadinanza per le famiglie più in difficoltà, per sei mesi mettiamo i politici a 500 euro al mese destinando il ricavato al sostegno di famiglie e imprese con l’obiettivo concreto di riuscire a tenerle in piedi non costringendole a chiudere. Ne vogliamo parlare?

Biella non fa eccezione nel tipo di approccio che certa politica intende dare. Noi qui, ai piedi del Mucrone, lo sappiamo che alla fine dovremo contare interamente sulle nostre forze e sul nostro grande spirito di pazienza. Solo alcuni mesi orsono questa maggioranza, con un cambio di destinazione urbanistica, aveva creato in città le condizioni per la nascita di un altro centro commerciale. E ora, quella stessa politica invita tutti, sui social e non, ad essere solidali con i piccoli negozi, ad aspettare la riapertura dei loro esercizi commerciali, ad acquistare a rotazione.

E la coerenza dove la mettiamo? Prima dai una mazzata alle attività sul territorio con le tue decisioni politiche, poi, capito l’andazzo, perché non cavalcare l’onda del malcontento re-inventandosi paladini del commercio al dettaglio? A certi politici che fanno del like sul proprio profilo l’unica ragione di vita dico che saremo pure biellesi, restii per natura a “fare casino”, ma certamente siamo più attenti di quanto loro si possano immaginare. Oh se lo siamo…

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