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Funicolare e turismo, occorrono scelte coraggiose e lungimiranti

Lettera aperta di Marziano Magliola

Caro Direttore,

l’edizione di sabato scorso del suo giornale mi consente di intervenire su due articoli (funicolare e tassa di soggiorno) che ci riconducono allo stesso problema: lo sviluppo turistico della città e, più in generale, del comprensorio. Tema di non facile soluzione che non sempre viene affrontato con la necessaria, serena oggettività.

Gli articoli ai quali faccio riferimento appartengono alla categoria delle analisi serie, ponderate, costruttive. Avendo trattato entrambi gli argomenti innumerevoli volte, senza mai ricevere risposte adeguate: a dire il vero, senza mai ricevere risposte, cercherò di dare anche in questa occasione il mio piccolo contributo. La Funicolare, o ascensore inclinato (una puntualizzazione tecnicamente corretta ma che assume nei detrattori un significato negativo) ha rivelato un difetto: di costruzione? di manutenzione?, difficile da risolvere. Non credo sia la fine del mondo. Si riparano le stazioni spaziali a migliaia di km di distanza dalla Terra, vuoi che non si possa mettere mano, ed in modo definitivo, ad un impianto come la “Funi, since 1885”? Mi rifiuto di crederlo. Se non è in grado di intervenire la ditta costruttrice, si interpellino tecnici, italiani o stranieri non importa, in grado di farlo. Ovviamente, a spese dell’azienda. La gratuità (alla quale sono sempre stato contrario, perché riduce o modifica i sistemi di controllo) l’ha resa oggettivamente “popolare” e ha contribuito in maniera determinante al rilancio del Piazzo.
Quante volte ho sentito esclamare: che bella, non l’avevo mai presa! Non da forestieri, da biellesi. I locali di nuova apertura sono sei, compreso un negozio di alimentari, tipologia della quale si erano ormai perse le tracce. A costo di ripetermi, aggiungo che il rilancio non si attua solo riparando un impianto malfunzionate, occorre affrontarlo intervenendo sul traffico, sulle soste, sulle manifestazioni e sull’arredo urbano. I parcheggi del Bellone (a monte) e di via De Agostini (a valle), opere fondamentale per alleggerire i passaggi delle auto non hanno dato i risultati sperati, soprattutto per mancanza di una coraggiosa iniziativa politica. Della precedente amministrazione e di quella attuale. Gli interventi sui centri storici seguono una dinamica che va in senso contrario a quella attuata fino ad oggi. Piaccia o meno, le auto devono essere bandite o fortemente ridimensionata la loro presenza. L’arredo urbano non è secondario e le manifestazioni che si organizzano devono essere compatibili con la fragilità del contesto e con la memoria storica.
Una provocazione? Via la pavimentazione di piazza Cisterna (bene il ciottolato) e abbattimento delle due rampe di scale di accesso a palazzo Cisterna. Via le auto da piazza Cucco e realizzazione di un belvedere che si affaccia sulle montagne di Oropa e consente di allungare lo sguardo fino al Monviso. Ma, c’è sempre un ma, occorre coraggio.

E veniamo alla tassa di soggiorno. La applicano decine di città italiane, in particolare le città d’arte, con afflussi turistici a sei zeri. Può essere utile per una città come Biella, dove gli arrivi, e le permanenze, sono praticamente fermi da almeno vent’anni? Dove le statistiche subiscono variazioni insignificanti non per mancanza di elementi attrattivi, semmai per la refrattarietà nello sviluppare sinergie tra le varie realtà? Vi sembra normale che un sito archeologico di importanza europea come Viverone non riceva contributi sufficienti per completare le ricerche e riportare alla luce i siti ancora da esplorare? Vi sembra normale che ad Oropa, il più grande “albergo” della provincia (oltre 400 posti letto), sia irrisoria la percentuale delle camere occupate? Vi sembra normale che il Ricetto di Candelo resti un luogo di visite mordi e fuggi? Vi sembra normale che un turista che viaggia in treno, arrivato a San Paolo debba aspettare ore per raggiungere i centri turistici? (non mancano i collegamenti stradali, semmai difettano quelli ferroviari, mancano i trasporti pubblici che consentano di lasciare a casa l’automobile). Vi sembra normale che si organizzino in città mostre in contemporanea e in sedi e orari diversi con il risultato, assai deludente, di raccogliere poche migliaia di visitatori?
Se vi sembra normale tutto ciò, allora la tassa di soggiorno si trasforma, per gli alberghi e per il turista, in un inutile e irritante balzello. Al contrario, se i soldi sono finalizzati a migliorare strutture e istituire corsi di formazione per l’accoglienza, allora saranno ben spesi. Le decisioni sono politiche, le risorse – ingenti – possono essere anche private. Se mancano, o sono insufficienti, le une e le altre – come purtroppo accade – il futuro turistico del Biellese resterà incerto.

Marziano Magliola

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