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Franceschini: “Chi aggredisce la Polizia è un nemico dello Stato”
Il commento del segretario di Biella di Fdi
La Federazione Provinciale di Fratelli d’Italia Biella esprime la più ferma e netta condanna per i gravissimi episodi di violenza avvenuti a Torino, dove gruppi organizzati hanno aggredito con brutalità le Forze dell’Ordine impegnate nel garantire sicurezza e legalità.
«Non esiste alcuna giustificazione per chi attacca lo Stato e i suoi servitori. Le aggressioni di Torino rappresentano un’offesa alla nostra comunità nazionale e ai valori di civiltà che difendiamo ogni giorno. A Biella, come in tutto il Paese, siamo e saremo sempre al fianco di chi indossa una divisa e tutela la sicurezza dei cittadini», dichiara il Segretario Provinciale Cristiano Franceschini.
Il Segretario esprime la più sincera vicinanza e solidarietà agli agenti feriti e a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che, con professionalità e coraggio, continuano a svolgere il proprio servizio nonostante aggressioni, minacce e campagne di delegittimazione.
«Lo Stato non arretra davanti alla violenza. Chi sceglie lo scontro, l’odio e la distruzione deve sapere che troverà sempre una risposta ferma, democratica e inflessibile. La nostra comunità non accetta zone franche, né tollera chi tenta di trasformare le città italiane in teatri di guerriglia urbana.»
Come Segretario Provinciale di Fratelli d’Italia Biella, ribadisco con forza che la nostra comunità non arretra di fronte alla violenza. Difendere le Forze dell’Ordine significa difendere lo Stato, la legalità e la sicurezza dei cittadini. Continueremo a sostenere con determinazione ogni misura che tuteli chi serve l’Italia in uniforme e garantisca che simili atti vigliacchi non restino impuniti. La violenza non vincerà mai sulla Repubblica.
Cristiano Franceschini
Segretario Provinciale
Fratelli d’Italia Biella
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.Bruno
3 Febbraio 2026 at 12:19
stendiamo un velo pietoso anche chi aggredisce a parole magistrati, scrittori, giornalisti è nemico della democrazia, e chi usa atti da condannare per finalità politiche diventa uguale ad un terrorista