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Ferragosto senza grigliate: scatta il divieto

Anche nel Biellese attiva l’ordinanza. Multe fino a 10mila euro

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ferragosto senza grigliate

Ferragosto senza grigliate nella natura. A meno che non siano a 100 metri dalle aree boschive, nelle aree picnic del territorio non si potrà fare il tradizionale barbecue.

Pena: 10 mila euro di sanzione, in virtù del divieto di accendere fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boschivi.

Ferragosto senza grigliate

La misura preventiva della Regione Piemonte nasce dalla necessità di contenere gli incendi che hanno causato un «danno ecologico» di grande portata. Andando a colpire l’habitat e la fauna dei boschi e costringendo animali come caprioli e camosci a spostarsi verso aree più antropizzate.

Sono 800 o 900 gli ettari di bosco bruciati in Piemonte e quantificati dalla Regione a inizio luglio. Il bilancio provvisorio degli incendi aveva stimato che, nelle province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola, fossero andati persi circa 700mila alberi. La stagione dalle alte temperature, dalla scarsità di precipitazioni e dai forti venti è continuata e la sue conseguenze hanno raggiunto presto anche la Valsessera.

La ferita resterà visibile a lungo: per la formazione di un bosco giovane serviranno 15-20 anni. Mentre per la maturità degli ecosistemi complessi di querce, faggi e conifere potrebbero invece essere necessari oltre 50 anni.

Da qui l’estensione dell’ordinanza all’intero Piemonte. Prima il divieto di accendere fuochi entro 100 metri dai boschi interessava solo le zone maggiormente colpite. Ma oggi la combinazione tra caldo, siccità e vegetazione secca ha reso particolarmente elevato il rischio di propagazione delle fiamme.

Biella non ne è quindi esente: le aree adibite a picnic potranno essere utilizzate in tal senso, ma non per arrostire o grigliare.

Le zone interessate

Nel Biellese, le aree attrezzate sono diverse, tra cui il Gorgomoro, l’Antua di Cossila San Giovanni, Zubiena e Castellazzo. E tutte le forze dell’ordine della Provincia concorreranno nei controlli perché la norma sia rispettata.

Tra le misure previste, il divieto di accendere fuochi entro 100 metri dai terreni arbustivi e pascolivi interessa anche chi vuole utilizzare fiamme libere per attività ricreative. Come grigliate e barbecue, quando queste comportino l’accensione di un fuoco.

Durante il periodo di massima pericolosità sono vietate anche la combustione di residui vegetali agricoli e forestali e tutte le attività che possano, potenzialmente, provocare inneschi. Dall’utilizzo di apparecchi che producono faville fino al lancio di lanterne, oltre al divieto di fumare e abbandonare mozziconi o fiammiferi accesi.

La misura resterà in vigore finché le condizioni meteorologiche non consentiranno di riportare il rischio a livelli normali.

L’opinione pubblica è divisa

Misure che dividono l’opinione dei frequentatori delle aree attrezzate. Da una parte si riconoscono le conseguenze provocate da una scintilla, dall’altra si ritiene che una maggiore e responsabile attenzione possa comunque prevenire un disastro.

«Il divieto è esagerato: oggi non si può più fare nulla. Sarebbe fattibile se la gente fosse civile, anche perché, in linea teorica, le aree attrezzate dovrebbero già essere a norma», è il pensiero dei contrari all’ordinanza. I sostenitori, invece, affermano: «La situazione, con queste alte temperature, potrebbe sfuggire di mano. Dobbiamo proteggere la natura per quel che possiamo. Ne abbiamo abbastanza di incendi».

Nel frattempo, la Regione richiede ai cittadini la massima prudenza. “Evitare qualsiasi comportamento che possa favorire l’innesco di un incendio e segnalare subito eventuali focolai al numero unico di emergenza (112)”.
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