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Dopo la morte del padre svende tutto, poi chiuderà la Casa del Mobile. “Ecco perché”
Alberto Pavesi sui social: «Vi chiedo un aiuto: se avete bisogno di arredare, sto liquidando la merce praticamente a prezzo di costo». E spiega perché
«Vi chiedo un aiuto. Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Alberto, all’inizio di quest’anno ho perso mio papà e da quel momento mi trovo a gestire il mobilificio di famiglia. Con grande dispiacere purtroppo non per proseguire con l’attività, ma per portarla alla chiusura».
In un video pubblicato sui social, Alberto Pavesi ha annunciato la liquidazione della merce ancora esposta e in magazzino, per poi giungere alla chiusura della Casa del Mobile di Cossato, storica attività di via Maffei.
Casa del Mobile, prima la svendita poi la chiusura. L’annuncio e l’appello di Alberto Pavesi
«Quello che vi chiedo è se avete parenti, amici o conoscenti che hanno bisogno di arredare casa, cambiare cucina, cambiare camera – l’appello diffuso attraverso il video dal 25enne -, io sto liquidando tutto praticamente al prezzo di costo, quindi si possono sicuramente portare casa ottimi arredi pagandoli veramente pochissimo».
Pavesi ha quindi chiesto di dargli una mano condividendo il video, inoltre ha fornito un numero di telefono (351-51.58.448) da contattare per avere informazioni e fotografie dei mobili disponibili.
Il post è divenuto rapidamente virale, anche perché la Casa del Mobile è stata per decenni un punto di riferimento a Cossato.
«Nel 1955, mio nonno paterno e i suoi fratelli aprirono una falegnameria in Lombardia, ponendo le basi per la nostra tradizione artigiana – raccontava in passato proprio Guido Pavesi, scomparso a soli settant’anni all’inizio dell’anno -. Nel 1959, i miei genitori decisero di trasferirsi a Cossato e iniziarono la loro produzione in un piccolo capannone, realizzando porte, finestre e mobili su misura. Dopo anni di sacrifici, nel 1964 si spostarono nell’attuale sede. Dal 1982, ho preso le redini dell’attività».
Attività che nel frattempo è diventata una grande rivendita e in cui, circa un anno fa, quando si è ammalato, ha iniziato ad affiancarlo il figlio Alberto.
“Ecco perché ho preso questa difficile decision”
Contattato dalla redazione, il giovane imprenditore ha spiegato perché ha deciso di chiudere: «Ci sono diverse ragioni. Sicuramente una è rappresentata dal capannone in cui ci troviamo, che andava bene negli anni ‘70 e ‘80, quando venne costruito, ma che oggi è troppo grande. Tenerlo aperto significa sostenere importanti costi, inoltre servono enormi investimenti per esporre sempre in tutti gli spazi, con il rischio di vedere tanta merce rimanere invenduta e svalutarsi».
Anche la location, oggi, secondo Pavesi non è più ideale: «Cossato si sta un po’ spopolando – spiega – e quindi anche il bacino dei potenziali clienti diminuisce, almeno secondo la mia esperienza di quest’anno. Inoltre, ed è un fattore correlato, papà negli anni si è concentrato su una clientela economicamente di fascia medio-bassa che oggi è più difficile da intercettare perché devi competere al ribasso con le grandi catene».
“Voglio continuare in questo settore, ma ripartendo da zero e magari un un altro luogo”
Il 25enne, però, non intende concludere la propria esperienza con i mobili e l’arredamento: «Vorrei specificarlo, perché in tanti me l’hanno chiesto -: la mia volontà è di proseguire quest’attività ripartendo da zero, con altre modalità e magari in un altro luogo. La volontà di rimanere nel settore c’è, poi ovviamente il futuro è sempre un po’ un’incognita per tutti».
Prendere questa decisione, comunque, non è stato facile: «Sicuramente ho dovuto fare i conti con un discorso affettivo – ammette Pavesi – perché pur non avendoci mai lavorato tanto da giovanissimo, ho sempre vissuto il mobilificio fin dai tempi della scuola. Ho iniziato a gestirlo l’anno scorso, quando papà si è ammalato, e lì ho realizzato che l’attività mi piaceva. Standoci dentro, però, ho anche capito che era necessario cambiare e quindi sono giunto a questa decisione».
Non è ancora stata fissata la data della chiusura, prima Pavesi vuole appunto provvedere a vendere le scorte. Un obiettivo che potrebbe raggiungere rapidamente, dato anche il successo del video: «In effetti non me l’aspettavo nemmeno io – conferma -, mi hanno già contattato tantissime persone».
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