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Consegnata a Biella la nuova pillola antivirale contro il Covid-19

È stato consegnato alla Farmacia dell’ASL di Biella un nuovo farmaco antivirale contro il Covid. Si tratta di Paxlovid

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BIELLA – È stato consegnato alla Farmacia dell’ASL di Biella un nuovo farmaco antivirale contro il Covid. Si tratta di Paxlovid, una pillola che già nella giornata di venerdì 11 febbraio è stata prescritta ad un primo paziente sul territorio.

 La dottoressa Laura Lanzone

«Adesso abbiamo a disposizione un certo numero di “armi” per l’attivazione di terapie domiciliari, che possono essere assegnate in base alle esigenze e alle caratteristiche del singolo paziente – commenta Laura Lanzone, direttore della Farmacia Ospedaliera ASLBI – sono trattamenti efficaci e specifici, approvati da AIFA per la terapia del Covid».

Si amplia così anche nel Biellese la “rosa” dei farmaci per il trattamento domiciliare su soggetti positivi al virus, che si aggiunge al Lagevrio e agli anticorpi monoclonali.

«Questo nuovo farmaco antivirale, che ha un’efficacia dichiarata dell’89% nel ridurre il rischio di forme gravi della malattia e ospedalizzazione, è indicato per il trattamento di pazienti adulti con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid severo – dichiara Claudio Sasso, direttore Sanitario dell’ASLBI –. Il problema sia degli antivirali che dei monoclonali è che è necessario avere una diagnosi il più possibile precoce, nei primi giorni dalla comparsa dei sintomi, per cui l’invito per chi è stato contagiato e ha altre malattie in atto è quello di rivolgersi fin da subito al proprio medico curante che, con il supporto dei medici USCA, può valutare la necessità immediata di terapia ed avviare il paziente al trattamento».

 Il direttore sanitario Claudio Sasso

I fattori di rischio necessari per accedere ai trattamenti sono: patologia oncologica in fase attiva, insufficienza renale cronica, broncopneumopatia grave, immunodeficienza primaria o acquisita, obesità, malattia cardiovascolare grave, diabete mellito non compensato, epatopatia cronica, mentre per i monoclonali si aggiungono età >65 anni, malattia cardio-cerebrovascolare (inclusa ipertensione con concomitante danno d’organo), broncopneumopatia cronica ostruttiva e/o altra malattia respiratoria cronica, emoglobinopatie, patologie del neurosviluppo e patologie neurodegenerative.

La selezione del paziente candidabile alla terapia è affidata ai Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera scelta e, in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati, che avviano la procedura di segnalazione all’ambulatorio di Malattie Infettive diretto dalla dottoressa Anna Lingua cui spetta il compito di valutare, prescrivere e somministrare la terapia.

«Per quanto riguarda il farmaco antivirale sinora usato, il Lagevrio, la terapia è stata effettuata per 22 pazienti, di cui nessuno ha poi avuto bisogno di ricovero, sempre secondo i fattori di rischio indicati – spiega Lingua –. Mentre per gli anticorpi monoclonali la terapia è stata attivata su 166 pazienti dallo scorso novembre, di cui solo 10 poi hanno avuto bisogno di ricovero ospedaliero. Questo trattamento viene somministrato per via endovenosa presso l’ambulatorio dedicato all’interno dell’Ospedale».

 La dottoressa Anna Lingua

«Siamo in possesso di terapie estremamente valide, a partire dagli anticorpi monoclonali che si stanno dimostrando efficaci in oltre il 90% dei casi – aggiunge Lingua – Stiamo attivando quotidianamente questi trattamenti grazie alla collaborazione costante tra Ospedale e territorio».

«L’impegno sul territorio è stato ed è ancora ai massimi livelli – sottolinea il Direttore di Distretto, Barbara Bragante –

 La dottoressa Barbara Bragante

I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta, in sinergia con i medici USCA, gli infermieri territoriali e naturalmente tutti i Servizi Distrettuali continuano a lavorare senza sosta per assicurare ai pazienti a domicilio l’utilizzo dei farmaci monoclonali ed antivirali, oltre che spendersi in attività volte alla prevenzione (vaccini, counselling) con l’obiettivo di poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile».

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