Seguici su

Attualità

Conferimento di partecipazioni e cessione di quote: quali sono le differenze

Pubblicato

il

Uomo al telefono
Uomo al telefono (© bruce mars - Unsplash)

Chi decide di riorganizzare la proprietà della propria azienda si trova presto davanti a un bivio: conferire le quote in un’altra società oppure cederle a un acquirente. Le due strade sembrano condurre allo stesso punto, il trasferimento delle partecipazioni, ma producono effetti giuridici, patrimoniali e fiscali molto distanti tra loro. Confonderle costa caro, perché ognuna risponde a obiettivi diversi e va scelta con cognizione. Capire in cosa consistono il conferimento di partecipazioni e la cessione di quote è il primo passo per non sbagliare mossa.

Conferimento di partecipazioni: cos’è

Il conferimento di partecipazioni è l’operazione con cui un socio trasferisce le proprie quote a un’altra società, la conferitaria, ricevendo in cambio non denaro ma quote di quest’ultima. Chi conferisce non incassa un prezzo, entra nella compagine di una nuova società e ne diventa socio in proporzione al valore apportato. Sul piano tecnico si traduce in un aumento di capitale della conferitaria, che accoglie le partecipazioni e assegna al conferente le proprie quote di nuova emissione. È lo strumento tipico di chi vuole costruire un gruppo o collocare la propria operativa sotto una struttura di controllo.

Cessione di quote: cos’è

La cessione di quote è invece una vendita a titolo oneroso: il socio trasferisce la propria partecipazione a un acquirente e riceve in cambio un corrispettivo in denaro. Il cedente esce dalla società e monetizza il valore costruito nel tempo, mentre l’acquirente subentra nella medesima posizione, con i diritti e gli obblighi connessi alla quota. A differenza del conferimento, qui il rapporto si chiude con un pagamento e non con l’ingresso in un’altra compagine sociale. È la via di chi cerca liquidità immediata o vuole disinvestire.

Le principali differenze tra i due istituti

La distinzione di fondo riguarda la natura dell’operazione e ciò che il socio ottiene. Nel conferimento si realizza una permuta, quote contro quote, senza uscita di cassa, con il conferente che resta dentro il perimetro societario attraverso la conferitaria. Nella cessione si compie una compravendita, quote contro denaro, con il cedente che esce e incassa. Cambia anche l’assetto del controllo, perché il conferimento tende a concentrare le partecipazioni sotto un’unica capogruppo, mentre la cessione le fa passare a un terzo. La scelta tra i due percorsi dipende dall’obiettivo di fondo, monetizzare oppure riorganizzare, e da lì discende ogni altra conseguenza.

Aspetti fiscali a confronto

Sul terreno fiscale le due operazioni partono da un principio comune, poiché anche il conferimento è equiparato a una cessione a titolo oneroso e come tale potrebbe far emergere una plusvalenza tassabile in capo al socio. La cessione di quote, quando genera un guadagno rispetto al costo di acquisto, sconta l’imposizione sulla plusvalenza realizzata. Il conferimento può invece accedere, al ricorrere di precise condizioni, al regime del realizzo controllato, che permette di assumere come valore di realizzo la quota di patrimonio netto formatasi nella conferitaria e, di fatto, di rinviare la tassazione a un momento successivo. Si tratta di un beneficio che non opera in automatico: richiede il rispetto dei requisiti di legge e valide ragioni economiche, e la giurisprudenza più recente ha ribadito la necessità di una sostanza extrafiscale per non incorrere in contestazioni.

Vantaggi e svantaggi di una holding nel conferimento

Il conferimento trova la sua applicazione più frequente quando la conferitaria è una holding, la società che detiene le partecipazioni delle operative e ne coordina la direzione. Portare le quote della propria azienda dentro una capogruppo permette di centralizzare il controllo, tenere distinto il patrimonio dal rischio d’impresa e gestire i flussi tra le società in modo più efficiente, con una tassazione agevolata sui dividendi che circolano all’interno del gruppo.

Il rovescio della medaglia va soppesato con la stessa attenzione: costi di costituzione e mantenimento, adempimenti che si moltiplicano e la necessità di una struttura coerente con obiettivi concreti, pena la perdita degli stessi benefici che la giustificano.

Valutare con lucidità i vantaggi e svantaggi di una holding prima di procedere evita di costruire un’architettura più onerosa dei vantaggi che promette, soprattutto quando gli utili in gioco o gli asset da proteggere non raggiungono una soglia significativa.

Tradurre un conferimento in un assetto solido e fiscalmente sostenibile richiede competenze societarie e tributarie che lavorano insieme: è il terreno su cui opera Soluzione Tasse, con un pool di 35 dottori commercialisti specializzati nella fiscalità d’impresa che affianca l’imprenditore nella scelta della struttura più adatta.

Quando scegliere l’una o l’altra

Non esiste un’opzione migliore in assoluto, esiste quella coerente con lo scopo che ci si pone. Se l’obiettivo è uscire dalla società e trasformare la partecipazione in liquidità, la cessione è la strada diretta. Se invece si vuole riorganizzare l’assetto, proteggere il patrimonio e preparare il ricambio generazionale mantenendo il controllo, il conferimento in una holding risponde meglio. La stessa operazione può risultare vantaggiosa in un caso e penalizzante in un altro, motivo per cui la valutazione va sempre calata sulla situazione concreta dell’azienda e della famiglia.

Adempimenti pratici

Entrambe le operazioni passano dal notaio e richiedono un atto formale. Il conferimento comporta in genere una perizia di stima che attesti il valore delle partecipazioni apportate, base per l’aumento di capitale della conferitaria. La cessione si perfeziona con l’atto di trasferimento e il pagamento del corrispettivo. In tutti i casi seguono l’iscrizione nel registro delle imprese e l’aggiornamento dei libri sociali, con tempi che variano in funzione della complessità dell’assetto e della documentazione da predisporre.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *