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Celebrata a Biella la Festa de su Popolu sardu

La ricorrenza regionale rimanda alla sommossa popolare, i “Vespri sardi” del triennio rivoluzionario (1793-1795)

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Celebrata a Biella la Festa de su Popolu sardu. La festività regionale rimanda alla sommossa popolare, i “Vespri sardi” del triennio rivoluzionario (1793-1795)

Celebrata a Biella la Festa de su Popolu sardu. La festività regionale rimanda alla sommossa popolare, i “Vespri sardi” del triennio rivoluzionario (1793-1795)

Celebrata a Biella la Festa de su Popolu sardu

Ieri sera, sabato 27 aprile, vigilia della data ufficiale (28 aprile), nella sede del Circolo Culturale Sardo, è stata celebrata a Biella la “Festa de su Popolu sardu”.

In apertura di serata, il saluto del presidente Battista Saiu, che ha tracciato un breve inquadramento storico dei fatti risalenti al 28 aprile 1794.  Fatti che videro la cacciata del viceré Vincenzo Balbiano con tutta la sua corte e gli impiegati non sardi al seguito. Le parole del Presidente sono state degnamente evidenziate dall’esecuzione di “Su patriotu sardu a sos feudatarios”. Inno noto anche come “Procurade ‘e moderare barones sa tirannia”; il brano è Inno Nazionale della Sardegna dal 2018.

La riflessione di Roberto Perinu

Il titolo riprende i versi del ritornello intercalante le 47 strofe – per un totale di ben 347 versi – di cui è composto. Sulle tre strofe eseguite a Biella, ha riflettuto Roberto Perinu da un punto linguistico. Ha affermato: “cantiamo parole alle quali bisogna dare un senso quando si canta”.

L’Inno, modulato a tonu sardu nelle diverse varianti musicali sedimentate nei secoli, nella versione sardo-biellese, è stato eseguito dalle “Voci di Su Nuraghe”, dirette da Roberto Perinu, con accompagnamento musicale di Valentina Foddanu.

I Vespri sardi

La festività regionale rimanda alla sommossa popolare, i “Vespri sardi” del triennio rivoluzionario (1793-1795). Con al centro la fuga da Cagliari del viceré Vincenzo Balbiano al rifiuto di soddisfare le richieste degli Stamenti, l’antico Parlamento del Regno di Sardegna. La delegazione capitanata da don Giovanni Maria Angioy, Assessore della Reale Udienza, chiedeva di riservare ai Sardi le cariche pubbliche da cui restavano ripetutamente esclusi. Moti rivoluzionari conseguenti l’ennesimo rigetto, a fronte delle promesse dopo l’eroica resistenza cagliaritana (1792) durante il bombardamento di 18 navi francesi, in rada davanti al porto della città regia, che tentavano di sbarcare sull’Isola.

La serata in amicizia è proseguita con la consegna a “Su Nuraghe” da parte di Gaetano Paterniti Martello – in arte Mr Bottle Italy – di una sua opera sul riciclo creativo, dedicata alla Sardegna, quale sua “personale risposta alla necessità di affrontare la crisi ambientale”. L’opera è esposta nel locale di tendenza “Walhalla”, situato nei pressi della sede del Circolo sardo.

Sviluppo sostenibile

Identità e ambiente, che ben si sposano con gli obiettivi dell’Agenda 2030 “per uno sviluppo sostenibile”, sottolineati dalla successiva proiezione di “Un mondo in pericolo”, film documentario incentrato sulla moria delle api, presentato dal dott. Paolo Detoma, presidente dell’Associazione Biellese Apicoltori.

Infine, immancabile!, “su cumbidu” sardo, affiancato dall’italico rinfresco: vino d’onore dell’Enoteca di via Ivrea; moscato frizzante, consigliato dal sommelier di “Su Nuraghe”, Ennio Pilloni, e paste di meliga, specialità piemontese prodotta dalla Pasticceria Brusa, di via Ferruccio Nazionale.

Simmaco Cabiddu

Nell’immagine, partecipanti alla serata con al centro Gaetano Paterniti Martello mentre dona la sua opera al Circolo sardo.

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